Spaeth (Motorola Solutions): "Lo sprint Lte alle comunicazioni di pubblica sicurezza" - CorCom

Spaeth (Motorola Solutions): “Lo sprint Lte alle comunicazioni di pubblica sicurezza”

L’executive vp illustra i piani della compagnia Usa: “Più video e dati nel futuro delle tlc mission-critical. L’obiettivo è sviluppare nuovi servizi push-to-talk voce e data facendo leva sulla tecnologia broadband”

27 Set 2016

Andrea Frollà

“Il pubblico e il privato sono interessati alle nuove opportunità offerta dal mix ibrido Pmr-Lte: la sfida sarà costruire modelli in linea con le esigenze operative e le capacità economiche di governi e aziende”. Jeff Spaeth, corporate vice president di Motorola Solutions, spiega così a CorCom i piani della compagnia statunitense, specializzata in comunicazioni mission-critical. L’obiettivo è sviluppare nuovi servizi push-to-talk voce e data facendo leva sulla tecnologia broadband. Senza abbandonare però il paradigma del Private mobile radio (Pmr), su cui si basano grande parte dei sistemi comunicativi di pubblica sicurezza e network privati. “C’è bisogno di feature aggiuntive, come l’invio di messaggi o l’accesso video real time alle attività dei colleghi”, sottolinea Spaeth, che preannuncia anni ricchi di novità in termini di ricerca e sviluppo.

Perché avete deciso di puntare sulla tecnologia Lte?

Parliamo di una tecnologia matura con ampie capacità, che abbiamo dovuto necessariamente sposare per aiutare le compagnie a comunicare meglio e condividere le informazioni. La migrazione integrale da Pmr a Lte non è la soluzione: i nostri clienti possono trarre maggiori benefici dall’utilizzo combinato di entrambe le tecnologie.

Ad esempio?

La tecnologia Lte consente di lavorare con i video e le immagini, dalla condivisione alla lettura dei file, oltre ad avere più capacità anche per le comunicazioni push-to-talk. La tecnologia Pmr è invece perfetta per i network su misura, che possono essere customizzati e controllati nella loro interezza senza dover condividere informazioni. Vogliamo combinare questi elementi, creando un modello ibrido. Sappiamo già che ci sono aspetti, come la comunicazione vocale, che molti dei nostri clienti del settore pubblica sicurezza vogliono continuare ad effettuare tramite i sistemi Lmr. Ma sappiamo anche che per la componente video e dati sono aperti al broadband.

I vostri clienti appartengono al pubblico e al privato. Quali sono le diverse esigenze?

La sicurezza pubblica ha sempre chiesto innanzitutto affidabilità e sicurezza dei sistemi e dei dispositivi. Ora poliziotti e vigili del fuoco chiedono anche feature aggiuntive alla comunicazione vocale, come l’invio di messaggi o l’accesso real time alle attività dei colleghi. Vogliono semplicemente avere più mezzi a disposizione e la tecnologia broadband aiutare ad aumentare il ventaglio di possibilità per salvaguardare la vita delle persone. La priorità delle aziende private è difendere le attività produttive. Pubblico e privato sono interessati alle nuove opportunità offerta dal mix ibrido Pmr-Lte: dovremo costruire modelli in linea con le esigenze operative e le capacità economiche di governi e aziende.

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Gli attacchi terroristici in Europa hanno modificato la vostra strategia?

Quando avviene il disastro affidabilità e tempestività fanno la differenza: sono quelli i momenti che contano e che abbiamo messo al centro della nostra strategia. A Bruxelles come a Parigi senza network privati sarebbe stato impossibile gestire le emergenze. Se le forze dell’ordine avessero avuto anche sistemi Lte sarebbe stato ancor meno complicato.

Quali sono i vostri focus in termini di R&S?

Stiamo studiando le nuove frontiere della realtà virtuale, dei droni, dell’IoT e del cloud per integrarle nella nostra offerta per la sicurezza. Tuttavia non si tratta di offrire ai clienti degli strumenti, ma di crearli assieme a loro interpretando le esigenze del mercato. Dobbiamo sviluppare un ecosistema innovativo, testando i nostri prodotti sul campo per perfezionarli.

Come affronterete l’avvento del 5G?

Il grande cambiamento riguarderà i dati. Non come ottenerli che resterà un processo relativamente semplice, ma come catalogarli e renderli fruibili per i clienti. Le nuove connessioni e l’aumento dei device connessi ci permetteranno di ottenere sempre più informazioni, che dobbiamo riuscire a integrare all’interno delle attività operative fornendo anche strumenti di analytics. Bisognerà però valutare le esigenze di forze dell’ordine e imprese. Dovremo considerare anche il livello delle competenze digitali e quindi investiremo molto sulla semplicità di utilizzo.

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