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INNOVAZIONE

Spazio, appello dell’industria alla Ue: “Più risorse per battere Usa e Cina”

In vista delle elezioni del 26 maggio le maggiori aziende europee lanciano l’allarme: “Senza una strategia definita e più fondi per programmi chiave come Vega e Ariane il settore rischia di rimanere al palo”

22 Mag 2019

Federica Meta

Giornalista

Un appello alle istituzioni europee sull’importanza dello Spazio per l’Europa, minacciata dalla concorrenza di Usa e Cina, alla vigilia delle elezioni di domenica. Il documento è stato firmato da Giulio Ranzo, ceo Avio, André-Hubert Roussel, ceo ArianeGroup, Pierre Godart, ceo ArianeGroup Germania, Stéphane Israël, ceo Arianespace. “I nuovi vettori europei Ariane 6 e Vega C decolleranno il prossimo anno dal Centro spaziale europeo nella Guyana francese (Sud America) – si legge nel testo formato dalle più grandi aziende europee del settore – Il successo di questi due progetti – si legge nel documento – mostra il dinamismo del nostro settore spaziale e apre un nuovo capitolo dell’epopea dei lanciatori europei”.

Ariane, dalla prima missione nel Dicembre 1979, ha effettuato 247 lanci, portando in orbita 445 satelliti. In futuro – secondo i manager – Ariane continuerà a essere costruito dal consorzio di 13 Paesi europei, con Francia, Germania e Italia come contributori principali. Vega, il razzo per carichi leggeri della famiglia di vettori europei, ha iniziato a operare nel 2012 realizzando il record mondiale di 14 voli consecutivi di successo portando in orbita 28 satelliti.

“La crescita della popolazione mondiale e l’intensificazione dei flussi migratori, le nuove tecnologie, le sfide portate dal surriscaldamento del pianeta, l’azzeramento del ‘digital divide’ e la diffusione globale ‘dell’Internet of Things’ – si ricorda nella missiva – porteranno, in pochi anni, a uno sviluppo esponenziale della domanda di accesso allo Spazio. Per tutte queste ragioni l’Europa, con una lunga tradizione nel settore, deve governare un accesso allo Spazio affidabile e sostenibile economicamente. Per farlo, però, ha bisogno di trasformarsi e accelerare il passo”.

L’industria spaziale è un modello per l’Europa. Molto prima che l’Unione europea adottasse una politica spaziale nel Trattato di Lisbona del 2007, infatti, diversi Paesi europei fecero squadra attraverso l’Agenzia spaziale europea (Esa) per garantire un accesso allo Spazio indipendente. “I Programmi Ariane e Vega sono il risultato di questo incredibile lavoro, frutto delle competenze tecnologiche, dell’ingegno europeo e della capacità di lavorare insieme che hanno portato alla leadership europea nelle missioni per i satelliti scientifici e di telecomunicazioni, osservazione della terra e navigazione”, proseguono i ceo.

L’industria europea dello Spazio conta oggi più di 40mila persone altamente qualificate che devono reggere la concorrenza di Usa e Cina che possono beneficiare di bilanci civili e militari in continua crescita in un mercato spaziale che triplicherà nei prossimi vent’anni. “Perciò chiediamo – si legge ancora nell’appello – ai futuri membri del Parlamento Europeo che dovranno approvare il budget spaziale europeo per il prossimo decennio e ai Paesi membri dell’Esa (che si incontreranno a Siviglia a fine anno) di decidere il percorso per i lanciatori Ariane e Vega. Continuiamo insieme nell’impegnarci per l’accesso allo Spazio indipendente per l’Europa, e nel rimanere pionieri nella conquista dello Spazio”.

“Solo un’Europa unita e coesa – precisa l’appello – può affrontare le sfide che ci aspettano. Il programma Galileo ci permette di avere il migliore sistema di posizionamento satellitare del mondo; il programma Copernicus della Commissione Europea è il maggior fornitore mondiale di dati sull’osservazione della Terra. Continuiamo a usare lo Spazio per migliorare la vita sulla Terra e troviamo i fondi necessari per assicurare il successo di Ariane 6 e Vega C e per progettare la prossima generazione di lanciatori del 21° secolo. Anche l’industria però deve fare la sua parte, organizzandosi in modo più flessibile ed efficiente per competere sui mercati internazionali, lavorando insieme ai Paesi europei e alle loro agenzie spaziali, favorendo la competitività dei nostri lanciatori”.

“Vogliamo uno Spazio sostenibile – conclude il documento – per garantire ai nostri figli un futuro sostenibile sulla Terra. Per questo serve avere un’Europa unita nelle diversità che è pronta ad affrontare con coraggio le sfide di domani a livello globale”.

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