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IL CASO

Spesometro in tilt, a rischio anche la e-fattura B2B

Senza un sistema efficiente il progetto di fatturazione elettronica tra privati al vaglio del governo rischia di naufragare. Ecco perché

28 Set 2017

Federica Meta

Governo pronto a rinviare l’invio delle e-fatture all’Agenzia delle Entrate. “Appena sarà ripristinata la totale operatività del sistema, questione di ore o di un giorno o due al massimo, stabiliremo un termine congruo per l’invio dei dati delle fatture per imprese e professionisti”, ha annunciato il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, interpellato a margine dei lavori della commissione Finanze della Camera su una possibile nuova proroga della scadenza dell’invio dei dati del nuovo Spesometro. Il governo procederà con il nuovo rinvio con un Dpcm. Il viceministro ha precisato che il governo ha chiesto “una relazione precisa e dettagliata su quello che è successo e sugli errori che hanno portato a una situazione grave per quanto riguarda il tema del fisco digitale, una cosa che non doveva succedere”. Non appena “avremo un quadro chiaro – ha assicurato – verremo a riferire in Parlamento”.

Lo Spesometro infatti non è stato rispristinato al 100%, sono attive solo alcune funzionalità. Motivo per cui i commercialisti hanno chiesto una proroga. I due delegati alla fiscalità del Consiglio nazionale, Gilberto Gelosa e Maurizio Postal, hanno chiesto “un’immediata verifica ispettiva e, qualora le segnalazioni di irregolarità fossero confermate, la sospensione dell’adempimento fino a quando non saranno messi a disposizione mezzi di trasmissione sicuri”.

A questo punto, la palla passa nel campo di Sogei che sta procedendo alle verifiche tecniche richieste sia dalle Entrate che dal Garante della Privacy.

Lo Spesometro è un servizio fondamentale anche per il decollo della e-fattura B2B a cui sta lavorando il governo in vista della stesura della nuova legge di Bilacio per combattere le frodi Iva. Il progetto ha bisogno del via libera della Commissione europea: una volta “incassato” la fatturazione elettronica obbligagatoria tra privati scatterà a gennaio 2019.

L’obiettivo dichiarato è raggiungere il livello della fattura elettronica verso la PA: processo definito ieri dal nuomero uno delle Entrate, Ernesto Ruffini, in audizione presso la commissione Anagrafe Tributaria “stabile e maturo”. Da giugno 2014, data di avvio dell’obbligo di e-fattura, al 31 agosto scorso, il sistema ha ricevuto e gestito circa 75,5 milioni di file fattura. Solo quest’anno, sono stati gestiti mediamente circa 2,5 milioni di file fattura al mese. E il tasso di scarto dei file fattura si è progressivamente ridotto da oltre il 18% del 2014 al 4,2% di agosto 2017.

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