"Spettro unlicensed chiave per il 5G" - CorCom

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“Spettro unlicensed chiave per il 5G”

Bausani (Ericsson): “La tecnologia ‘License assisted access’ serve per spingere l’Lte: più potenza alle reti mobili”

23 Feb 2015

Antonello Salerno

“Abbiamo individuato gli ingredienti per intercettare due trend sempre più importanti: la grande crescita di traffico mobile e l’esigenza di migliorare la qualità della user experience, specialmente in ambito indoor. Tutto questo, grazie al License assisted access, senza l’urgenza di dotarsi di ulteriori bande di frequenza licenziate, aggregando allo spettro già in uso quello non licenziato, la banda a 5 Ghz attualmente utilizzata anche dalle reti wi-fi”. A parlare è Rinaldo Bausani, engagement manager di Ericsson sull’area del mobile broadband. “L’engagement – spiega – è una fase di collaborazione con il cliente, in questo caso gli operatori di rete mobile, che avviene prima della prevendita, quando si mira a capire le esigenze dei consumatori”.

Bausani, come nasce il License assisted access?
Monitoriamo la customer base, grazie a sondaggi e analisi con il nostro Consumer lab. Abbiamo rilevato che l’utenza consumer passa gran parte del tempo in ambienti indoor: il grado di soddisfazione sulla qualità del servizio non è adeguato alla navigazione su Internet e l’accesso ai social networks, e peggiora ulteriormente per applicazioni tipo video o tv.

E le prospettive sono di aumento del traffico…
Nei prossimi 5 anni crescerà di otto volte rispetto a oggi, guidato dal video che avrà una quota parte superiore al 50%: contenuti fruiti tipicamente in ambienti chiusi, come le case, i luoghi di ritrovo o di lavoro.

A cosa sarà utile il License assisted access?
Da un lato gli operatori avranno il vantaggio di utilizzare la stessa tecnologia di rete, l’Lte, semplicemente su un’altra frequenza, potendo così contare sulle sinergie di quanto già dispiegato. Dall’altro, i consumatori potranno usufruire dei servizi con la stessa qualità, affidabilità e sicurezza delle reti mobili tradizionali.

Si prospettano interventi normativi?
A livello mondiale l’utilizzo è già regolato e si basa sul criterio del “fair usage”. Cioè utilizzare una porzione minima dello spettro, senza creare congestioni e senza peggiorare la qualità delle connessioni di chi è connesso solo in wi-fi. Ma non è escluso che man mano che l’ecosistema si svilupperà le authority potranno intervenire.

Quali vantaggi si ottengono con questa tecnologia?
Basti dire che utilizzando anche soltanto il 5% della banda si potrebbe raddoppiare la velocità di connessione in Lte. La “Laa” significa potenziare le possibilità della rete mobile sfruttando la parte non licenziata dello spettro, a determinate condizioni. L’Lte quindi è la base tecnologica per la fornitura di servizi su cui si basa il License Assisted Access, con le sue caratteristiche di accessibilità, sicurezza e qualità del servizio.

Perché presentate l’Laa come il punto di passaggio verso il 5G?
L’introduzione sul mercato di questa tecnologia segna una svolta tecnologica, il 4.5G. Una scelta che è in linea con il fatto che prima di introdurre nuove soluzioni sarà fondamentale ottimizzare l’esistente, creando e sviluppando un ecosistema attorno a questa soluzione.

Quando sarà disponibile?
Puntiamo per la fine di questo anno, quando saranno pronti anche i chipset per smartphone. Poi serviranno dai tre ai sei mesi perché le nuove dotazioni siano integrate nei dispositivi mobili. Così si potrà iniziare a parlare di full usage a partire dalla seconda metà del 2016, e progressivamente nel 2017. Una roadmap in linea con le previsioni di aumento del traffico, man mano tra l’altro che la banda 800Mhz non sarà sufficiente per garantire un incremento di capacità in ambito indoor, e in attesa che si liberi per le Tlc la banda 700Mhz.

Come procede la sperimentazione in corso con T-Mobile?
T-mobile sarà il punto di riferimento e sviluppo di questa tecnologia, anche per quanto riguarda i chipset. T-mobile ha già iniziato lo scorso anno un percorso strutturato per l’utilizzo dello spettro non licenziato al fine di migliorare la copertura e la qualità del servizio voce. La loro esperienza negli Usa sarà preziosa per capire l’applicabilità su larga scala di queste tecnologie. L’attività di sperimentazione e verifica funzionale prenderà tutto il 2015, e dato che le bande utilizzate saranno le stesse per tutto il mondo, una volta realizzato il prodotto il deployment su larghissima scala potrà procedere con rapidità.

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