STREAMING

Spotify-SoundCloud, così nascerà la super-potenza europea della musica

Una fusione tra le due società, in trattative avanzate, farebbe di Apple Music un “nano”. Secondo gli analisti nel mondo del music streaming le piattaforme indipendenti non hanno altra scelta che unire le forze: troppo caro il licensing con le etichette discografiche

30 Set 2016

Patrizia Licata

Un eventuale deal tra Spotify e SoundCloud riporterebbe l’Europa in vetta nella corsa alla leadership tecnologica: ne è convinto il Financial Times che, dopo aver scritto nei giorni scorso che Spotify è sempre più vicina all’acquisizione di SoundCloud, fa notare oggi che la fusione darebbe vita a un colosso della musica digitale più grande di Apple Music. Dopo essere rimasta a inseguire i giganti della Silicon Valley come Facebook (1,7 miliardi di utenti), Google (entrate pubblicitarie di 20 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre) e Apple (230 miliardi di dollari di contanti in cassaforte), ora l’Europa potrebbe finalmente riportarsi in una posizione di vantaggio nel settore del music streaming.

Il FT riporta che le trattative tra Spotify e SoundCloud (benché non confermate ufficialmente dalle due società) sarebbero in fase avanzata. Spotify è tra i leader del mercato della musica in streaming con un modello freemium (40 milioni di utenti in abbonamento e una community totale di 100 milioni di utenti), mentre SoundCloud è una società tedesca molto utilizzata soprattutto da artisti emergenti con una community che già tocca 200 milioni di iscritti. In confronto, Apple Music, la rivale Usa più vicina, diventerebbe un “nano” con appena 17 milioni di clienti che pagano.

“Se l’accordo sarà concluso, avremo una super-potenza europea della musica digitale“, ha osservato Mark Mulligan, fondatore di Midia Research.

Non si tratta solo di numeri. SoundCloud porta a Spotify delle feature uniche come un catalogo di 135 milioni di brani, più di ogni altra piattaforma, e tanta musica originale, di produzione “underground”, che non si trova su altri siti. “SoundCloud ha le relazioni più valide con la comunità degli artisti, soprattutto quelli che non hanno un contratto con le case discografiche”, nota un ex investitore della start-up.

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Altro punto di forza della piattaforma tedesca è la componente social: molta della musica che si trova su SoundCloud è caricata dai suoi stessi utenti. Insomma, qualcosa che ricorda molto più YouTube o Snapchat che Apple Music.

La start-up di Berlino però non raggiunge ancora la platea globale e Spotify può darle gli strumenti per monetizzare i suoi contenuti vendendo spazi pubblicitari in tutto il mondo e sostenere i ritmi di crescita nel lungo termine.

SoundCloud è valutata oltre 600 milioni di dollari, un prezzo alto per una start-up, ma secondo il FT Spotify sta trattando su un prezzo inferiore, forse addirittura 350 milioni ma comunque non più di 500. La start-up tedesca è infatti un target appetibile ma non può sopravvivere senza l’intervento di un big: le piattaforme indipendenti del music streaming non possono competere con Apple, Google e gli altri colossi che sono dotati di ampie risorse finanziarie per accordarsi con le etichette discografiche. Gli accordi di licensing sono invece rovinosi per i player più piccoli: i produttori chiedono fino all’82% nei contratti di revenue sharing con Spotify e aziende simili (sia Spotify e SoundCloud sono per ora in perdita).

“Per Apple o Google il business della musica può funzionare facilmente perché queste aziende hanno così tanti soldi da non doversi preoccupare dei profitti dello streaming“, osserva Mulligan; i “piccoli” non altra altra scelta che farsi comprare dai grandi o unire le forze.