L'ANNUNCIO

Startup Act, Urso: “Nel 2024 via all’aggiornamento”

Il ministro delle Imprese: “Dopo dieci anni revisione necessaria. L’intervento nella prossima legge sulle Pmi”. Focus sul trasferimento tecnologico. Intanto la presidente del Consiglio Meloni pensa a una piattaforma per il made in Italy gestita da Poste

Pubblicato il 01 Dic 2023

Adolfo Urso 4

Il governo punta ad aggiornare lo Startup Act nell’ambito della prima legge per le Pmi 2024. L’annuncio arriva dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, in un messaggio alla platea in occasione del 21 esimo Premio Nazionale per l’Innovazione, conclusosi oggi a Milano.

“Conosco bene il valore dell’ecosistema dell’innovazione e, in particolare, delle startup. Per questo motivo, con la prima legge annuale sulle piccole e medie imprese, rinnoveremo lo Startup Act approvato nel 2012 e che a distanza di oltre un decennio necessita di una revisione”.

Focus sul trasferimento tecnologico

“Parimenti stiamo rafforzando il network del trasferimento tecnologico – ha annunciato Urso – il Ministero è promotore della creazione di una rete di innovazione diffusa a livello territoriale, attraverso la costruzione di centri di competenza, European Digital Innovation Hub e case delle tecnologie emergenti”.

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“Ho particolarmente apprezzato che in questa edizione attribuirete anche due premi speciali, uno alla miglior startup innovativa sociale e uno alla miglior startup innovativa femminile. Questi riconoscimenti dimostrano che PniCube vuole contribuire, non solo a rafforzare l’ecosistema dell’innovazione, ma si pone come portatore di valori positivi veicolando un messaggio fondamentale: solo curando anche la sostenibilità sociale riusciremo a portare a termine il processo epocale di transizione senza lasciare indietro nessuno”.

Una piattaforma di Poste per il made in Italy?

Intanto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni pensa a una pattaforma per il made in Italy gestita da Poste. “Penso che Poste abbia la capacità e l’autorevolezza anche per immaginare una piattaforma online del prodotto italiano”, ha detto in una intervista a TgPoste.

“Dare a tutti l’opportunità di vendere il prodotto italiano e certificare che è prodotto italiano. E’ uno dei progetti di cui ho parlato con i vertici di Poste italiane più volte e chissà che da qui ai prossimi mesi non si riesca a fare dei passi avanti anche su questo, se non riesce Poste italiane mi sembra impossibile riuscire a fare qualcosa di questo tipo”.

“Stiamo lavorando molto sul tema del made in Italy. C’è il tema della lotta alla contraffazione e dell’ italian sounding – ha sottolineato- Difendiamo le filiere, abbiamo fatto una specifica norma per mettere risorse sulle filiere e per un fondo sovrano delle nostre eccellenze del made in Italy, e per il liceo del made inItaly, perché ad esempio nella moda non si trova più manodopera qualificata, bisogna fare formazione per il ricambio generazionale”.

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