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BUSINESS

Startup, asse Italia-Uk per spingere il Digital Single Market

L’ambasciatore britannico in Italia Christoper Prentice: “Siamo solo all’inizio di una lunga e fruttuosa collaborazione”. E il British business ambassador Lukies accende i riflettori sul fintech: “Regolamentare il mercato per dare pari opportunità a tutti”

27 Ott 2015

Mila Fiordalisi

Favorire la nascita del mercato unico digitale, abbattendo la burocrazia per le imprese europee e favorendo gli accordi commerciali: questi gli obiettivi alla base della “liaison” che vede Regno Unito e Italia unite in una sorta di “patto” per l’innovazione che fa leva anche sulle startup per “coltivare” nuovi talenti e spingere la reciproca collaborazione. Questo il tema di cui si è dibattuto a Montecitorio in un evento organizzato dall’Ambasciata britannica a Roma e dell’Inter-Parliamentary Union. Evento che ha visto “sfilare” tre startup italiane – Chorally, FacilityLive e Quince – considerate best practice Oltremanica e non solo.

“I rapporti di amicizia fra Italia e Regno Unito stanno attraversando una fase particolarmente positiva – ha detto l’Ambasciatore britannico in Italia Christopher Prentice -. Italia e Uk stanno collaborando affinché si possa accelerare sulla creazione del Digital Single Market e siamo solo all’inizio di una lunga e fruttuosa collaborazione”. L’ambasciatore ha acceso i riflettori anche sulla sfida legata all’imprenditoria: “L’economia italiana è un ottimo sistema di piccole e medie imprese la cui dinamicità e innovazione rappresentano punti importanti. Molte aziende si muovono sui mercati internazionali ma è interesse del Regno Unito fare in modo che le eccellenze italiane possano avere l’opportunità di crescere in Italia perché la prosperità dell’Italia è la prosperità del Regno Unito”.

All’evento ha presenziato anche il British Business Ambassador Alastair Lukies che ha sottolineato il ruolo crescente del fintech: “Tutti i big hi-tech a partire da Apple e Google e più in generale quelli che gravitano attorno alla Silicon Valley stanno investendo sui servizi finanziari. Sarà questa la prossima sfida, ma affinché si possa competere tutti ad armi pari è necessario un ambiente regolato. E si può ottenere solo grazie alla collaborazione di tutti. È questa la golden rule”. Il Regno Unito da parte sua, ha lanciato a luglio il “manigesto” UK FinTech 2020 che punta a fare del Paese un centro per le tecnologie legate ai servizi finanziari anche e soprattutto grazie al sostegno del governo, con l’obiettivo di creare fino a 100mila nuovi posti di lavoro e di attrarre gli investimenti esteri. “Vogliamo che il Paese diventi il principale centro al mondo per il fintech”, ha commentato alla presentazione dell’iniziativa il premier David Cameron, ricordando che il fintech genera 20 miliardi di sterline e impiega 135mila persone nel solo Regno Unito.

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