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Startup come un videogioco. L’avatar che venne dal Sud

I ragazzi di Mangatar hanno ricevuto un finanziamento di 1,2 milioni per la game company che si è ispirata al mondon del manga giapponese

22 Nov 2015

Concetta Desando

Diciamoci la verità: se noi mamme potessimo pensare, anche solo per un attimo, che i videogiochi possano essere fonte di business e guadagno per il futuro dei nostri figli, non avremmo così tanta fretta di togliergli quegli ‘aggeggi’ dalle mani.

Chissà che cosa pensano ora le mamme di Andrea Postiglione, Raffaele Gaito, Enrico Rossomando, Alfredo Postiglione e Michele Criscuolo, i ragazzi di Mangatar che hanno appena ricevuto 1,1 milione di euro di finanziamento per una startup che si occupa, appunto, di giochi. Fi.R.A. (Finanziaria Regionale Abruzzese) e Invitalia (l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa di proprietà del Ministero dell’Economia) attraverso i bandi StartHope (il cui obiettivo è sostenere le imprese innovative operanti in Abruzzo attraverso la partecipazione al capitale di rischio) e Smart&Start Italia (l’incentivo gestito da Invitalia per promuovere la cultura imprenditoriale legata all’economia digitale) hanno investito nella game company fondata nel 2011 a Salerno da un gruppo di amici trentenni, appassionati di social game. Ispirandosi al mondo dei manga giapponesi, i ragazzi hanno messo a punto un generatore di avatar che sta collezionando un successo dopo l’altro. Non a caso, Mangatar è stata ribattezzata “la rivincita del Sud”, a dimostrazione che le buone idee vengono premiate ovunque, e che si può fare innovazione e impresa anche al Meridione.

Dopo il Premio Nazionale per l’Innovazione 2012, nel quale Mangatar si afferma nella categoria ICT-Social Innovation, la startup stringe un accordo con DPixel, venture capital firm specializzata in aziende innovative ad alto potenziale nelle tecnologie digitali che è entrata nel capitale della società campana, tramite il veicolo di investimento in capitale di rischio della lussemburghese Digital Investments SCA SICAR.

Oggi Mangatar è una srl con sede principale a Milano e due sedi operative a Salerno e Pescara. Insieme ai soci co-fondatori e a Digital Investments SCA SICAR, entra nella compagine societaria Fi.R.A, società per azioni partecipata con capitale misto pubblico-privato. Recentemente impegnata nel venturing di startup innovative, Fi.R.A si occupa della gestione di leggi agevolative attraverso l’applicazione di bandi che prevedono la gestione di fondi europei, nazionali e regionali. “Sono Diversi i motivi per cui abbiamo scelto di investire su Mangatar – spiega Rocco Micucci, Presidente della società -. Abbiamo visto un settore con grande potenzialità, un modello di business concreto e un team dinamico e pieno di entusiasmo. Come investitori intendiamo contribuire allo sviluppo della startup, attraverso la possibilità di creare un nuovo mercato a partire proprio dall’Abruzzo”. Mangatar, infatti, ha allestito una nuova sede operativa dedicata alle attività di marketing e promozione in FIRA Station, nuovo spazio di coworking e accelerazione nel cuore di Pescara.

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Il finanziamento ricevuto sarà usato dalla game company in prospettiva di un consolidamento aziendale e di crescita, sia con l’ampliamento del team, che sta già accogliendo nuove figure specializzate, sia con il progetto Smart Publishing Hub che prevede la creazione strutturata di una rete di team e sviluppatori indie per giochi casual e midcore su piattaforme mobile e connected TV.

“Mangatar è sempre più orientata a fare del gioco di squadra la propria arma vincente – dice Andrea Postiglione, CEO di Mangatar, svelando i punti di forza del nuovo percorso intrapreso -. Conosciamo bene il panorama italiano e sappiamo che molti prodotti, seppur di valore, non riescono a raggiungere il mercato per mancanza di visione e scarsa esperienza. Su questi diamanti grezzi, noi intendiamo investire tempo e risorse per costituire un vero e proprio tesoro di gemme. Possiamo realizzare qualcosa di inedito in Italia”.

E chissà che non tocchi anche al team di Mangatar il destino toccato all’italiano Riccardo Zacconi, CEO di King Digital, che ha venduto la sua startup londinese che sviluppa social game come Candy Crush al colosso Activision per 5,9 miliardi di dollari. Una exit destinata a restare nella storia. E tutto per un gioco.

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