IL CASO

Startup e notai, affondo del Senato: “Monopolio di fatto, il governo cambi il decreto”

Nel parere al provvedimento del Mise che recepisce la direttiva Ue sulla costituzione online delle imprese la commissione Politiche europee boccia la scelta di affidare al Notariato la procedura. Nannicini (Pd): “Si vìola il principio di concorrenza”

29 Set 2021

Federica Meta

Giornalista

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Il governo modifichi lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2019/1151 nella parte che affida ai notai in via esclusiva la costituzione online delle startup. È quanto chiede la commissione Politiche europee nel parere emesso sul provvedimento del ministero dello Sviluppo economico.

Il parere – relatore Tommaso Nannicini (Pd)– evidenzia che l’attribuzione al Consiglio Nazionale del Notariato  “della predisposizione e la gestione della piattaforma telematica per la costituzione da remoto delle società a responsabilità limitata” crea “un monopolio legale di fatto, con possibili effetti negativi su altri soggetti specializzati e sugli utenti finali”.

I senatori pongono come condizione che la costituzione online delle società possa essere effettuata secondo le modalità già oggi utilizzate negli Stati membri dell’Unione europea. La prima modalità è l’atto pubblico  notarile, anche informatico nonché telematico, formato mediante l’utilizzo di una piattaforma che consenta la videoconferenza e la sottoscrizione da remoto dell’atto con firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata.

In alternativa le procedure telematiche che, previa identificazione elettronica del richiedente, consentano l’utilizzo di modelli standard predefiniti e validati dal Mise e dal ministero della Giustizia da sottoscrivere con firma digitale, o altro tipo di firma elettronica qualificata.

Cosa prevede il Dlsg del Mise

L’articolo 29 della legge di delegazione europea stabilisce che la costituzione online delle società, startup incluse, debba avvenire attraverso l’utilizzo di una piattaforma che consentisse la videoconferenza e la sottoscrizione dell’atto con firma elettronica riconosciuta. In questo senso lo schema di Decreto Legislativo ha previsto che: “l’atto costitutivo delle società a responsabilità limitata e delle società a responsabilità limitata semplificata aventi sede in Italia […] può essere ricevuto dal notaio, per atto pubblico informatico, con la partecipazione in videoconferenza delle parti richiedenti o di alcune di esse. Gli atti di cui al primo periodo sono ricevuti mediante l’utilizzo di una piattaforma telematica predisposta e gestita dal Consiglio nazionale del notariato”.

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“Lo schema di decreto vìola platealmente il principio della concorrenza sancito dal Trattato sull’Ue dando un monopolio (digitale) di fatto all’ordine dei notai – scrive Nannicini su Medium – E non fa niente per risolvere l’aggravio di costi e le complicazioni per la costituzione di startup nate in seguito a una recente sentenza del Consiglio di Stato. Dobbiamo cambiare passo. Il governo adesso lo faccia modificando lo schema di decreto”.

Anche Confindustria all’attacco

In occasione dell’assemblea di Confindustria il presidente Carlo Bonomi ha richiamato l’attenzione del governo su tema. “In tema di transizione digitale – ha detto – numerosi ordini professionali, casse di previdenza e società pubbliche controllate in-house stiano usando proprie risorse, a ben altro destinate, per realizzare piattaforme digitali esclusive in chiara violazione della concorrenza, mentre l’offerta di servizi digitali da parte delle imprese private di settore offre una vastissima gamma di soluzioni già testate e disponibili sul mercato”. 

E in una lettera inviata al deputato 5 Stelle Luca Carabetta, impegnato anche lui a fare pressing sul governo perché si modifichi il decreto del Mise, la direttrice di Confindustria Francesca Mariotti scrive così:  “La scelta del governo di affidare la costituzione online delle società esclusivamente a una piattaforma telematica gestita dal Consiglio nazionale del notariato,  e non anche mediante il ricorso alla piattaforma gestita dal sistema camerale, oltre a destare perplessità tra gli operatori economici per i relativi costi aggiuntivi, non trova una giustificazione nel diritto della Unione europea”.

Levata di scudi dalle startup

Per Angelo Coletta, Presidente di InnovUp, l’interpretazione che il Dlgs dà della direttivarisulta platealmente contraria agli stessi principi di concorrenza della Direttiva stessa, come di recente osservato all’interno dell’attività delle Commissioni riunite Giustizia e Attività produttive della Camera dei Deputati“.

Secondo Coletta “appare anzitutto forzato l’affidamento diretto, senza procedure a evidenza pubblica e in via esclusiva, della realizzazione e della gestione della piattaforma telematica in oggetto al Consiglio Nazionale del Notariato, tramite Notartel SpA con un rischio di monopolio, in contrasto con la disciplina antitrust europea, e diversi profili critici per quanto attiene la gestione dei dati rispetto alla normativa sulla privacy e alle regole introdotte dal Gdpr”.

A non convincere l’ecosistema delle imprese innovative anche il vincolo a sfruttare esclusivamente l’atto notarile per la costituzione di nuove società, in quanto la direttiva di riferimento specifica che ci si debba riferire genericamente a un “atto pubblico” e non, specificamente, a un “atto notarile”.

Per questo motivo l’ecosistema delle starup chiede una modifica repentina delle norme che consenta l’effettiva digitalizzazione della procedure di costituzione.

“Il processo di costituzione dovrebbe essere effettivamente digitalizzato, come avveniva con la procedura telematica introdotta dal Mise nel 2016, e per farlo è fondamentale che possa avvenire tramite diverse soluzioni, anche in concorrenza tra loro, con l’ovvia e necessaria verifica garantita da un “atto pubblico – spiega Coletta – Ove ciò non fosse possibile, la piattaforma di registrazione online dovrebbe comunque essere super partes e, quindi, sviluppata da un ente pubblico (ad esempio Unioncamere) che abbia competenze ed esperienza necessarie per gestire un processo di questo tipo”.

 

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