LA TRIMESTRALE

Stellantis, la crisi dei chip si abbatte sulle vendite auto: -12%

I ricavi aumentano su base annua ma il problema degli approvvigionamenti pesa sulle consegne. Il Cfo Palmer fiducioso sul futuro: “Situazione migliorerà nella seconda metà dell’anno”. La questione dei semiconduttori impatta anche sul mercato dei veicoli elettrici. Acea: Italia in calo

05 Mag 2022

Domenico Aliperto

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Nel primo trimestre del 2022 Stellantis ha registrato ricavi pari a 41,5 miliardi di euro, in aumento del 12% su base annua. È lo stesso gruppo a comunicarlo con una nota. Le vendite però sono calate del 12%, a circa 1,4 milioni di veicoli, a causa del perdurare della crisi dei chip, che limita fortemente l’approvvigionamento di componenti ormai essenziali per le auto. L’impatto più significativo è quello all’interno del mercato europeo, dove le consegne sono diminuite del 24% a 622 mila unità, mentre negli Stati Uniti le consegne sono aumentate del 6% a 480 mila unità.

Confermati gli obiettivi di crescita del fatturato

“La disponibilità di semiconduttori dovrebbe migliorare gradualmente durante la seconda metà dell’anno e nel 2023, anche se rimane difficile fare previsioni”. Lo ha detto il Cfo Richard Palmer, commentando con i giornalisti i risultati conti del primo trimestre. “Non posso dire quando il problema sarà risolto”, ha spiegato. La guerra ha avuto “un impatto minimo” sia in termini commerciali sia di forniture perché Stellantis è poco esposta sia in Russia sia in Ucraina.

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Per l’anno corrente Stellantis intende mantenere gli obiettivi di margine operativo “a due cifre”, con la prospettiva di portare le revenue a 200 miliardi di euro nel 2024 e raddoppiarle entro il 2030.

“La guidance per l’intero anno, con margini di risultato operativo rettificato a doppia cifra e flussi di cassa positivi, è confermata, nonostante le condizioni sfavorevoli in termini di approvvigionamenti e di inflazione, grazie al successo dei modelli e alle partnership strategiche”, ha precisato Palmer.

Il mercato ha accolto con favore le performance dichiarate dal gruppo: a Piazza Affari il titolo di Stellantis guadagna il 3,9% a 13,32 euro.

Nella crisi del mercato europeo cresce l’elettrico. Ma non in Italia

I risultati di Stellantis riflettono per alcuni versi un trend in atto nell’intero comparto, almeno a livello europeo: secondo Acea, l’associazione dei produttori del Vecchio continente, il forte calo del mercato nel primo trimestre 2022 (-12,3% su base annua), legato in particolare alla carenza di semiconduttori, ha colpito soprattutto le vendite di auto diesel, scese del 33,2% a 378 mila unità.

La situazione continua a favorire gli ibridi leggeri (benzina e diesel), che ora rappresentano un quarto del mercato, rispetto al 20% all’inizio del 2021 (563.000 veicoli, +5,3% in un anno). Anche le auto 100% elettriche continuano a crescere e rappresentano il 10% del mercato, con 224 mila unità vendute nel primo trimestre (+53,4% in un anno). Dopo aver conquistato i principali mercati come la Germania e la Francia, le vendite di auto elettriche stanno ora esplodendo in Spagna, Polonia e soprattutto Romania. Solo l’Italia ha visto un calo (-14,9% sullo stesso periodo del 2021 e 11.289 zero emissioni vendute contro le 13.272 di un anno fa), dovuto al ritardo nel varo degli ecoincentivi.

Con 2,2 milioni di veicoli venduti nel complesso, si tratta in ogni caso dei tre mesi peggiori di sempre (escludendo il 2020). Le vendite sono frenate da una serie di problemi logistici, tra cui spicca ancora una volta la carenza di semiconduttori. Dalla fine di febbraio, la chiusura delle fabbriche dei fornitori ucraini ha ulteriormente aggravato la situazione sul fronte dei componenti elettronici, spingendo i produttori a dare la priorità all’equipaggiamento dei loro modelli più redditizi, a partire da quelli elettrificati.

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