MICROELETTRONICA

Stm, i sindacati: “Governo chieda garanzie su investimenti”

Nicola Alberta, segretario nazionale Fim Cisl: “Il piano di ristrutturazione globale della multinazionale non prevede ricadute occupazioni in Italia. Ma c’è bisogno di un vero rilancio industriale”

15 Apr 2016

A.S.

“St Microelectronics ha deciso il 27 gennaio un piano di ristrutturazione mondiale, soprattutto a causa della crisi del segmento digitale, con tagli in Francia, Usa, India e altri paesi asiatici, per 1.400 lavoratori. Mentre per il nostro paese, che vede presenti i segmenti dei microcontrollori e dei semiconduttori dell’analogico e dei sensori, non sono previste conseguenze sul piano dell’occupazione. Abbiamo espresso la nostra contrarietà ai tagli d’occupazione nei vari paesi, e sollecitato un vero piano di rilancio industriale globale”. Lo afferma in una nota Nicola Alberta (nella foto), segretario nazionale Fim Cisl, al termine dell’incontro del coordinamento sindacale Fim Fiom Uilm in Confindustria Monza, in cui i vertici dell’azienda hanno illustrato le strategie del gruppo.

Stm è una società a controllo pubblico paritetico tra i Governi italiani e francese, opera nel settore della microelettronica con quasi 10.000 lavoratori, con sedi più grandi ad Agrate e Catania, e unità locali in altre città.

“Per il nostro Paese – sottolinea Alberta – vanno attuati in tempi certi i previsti investimenti in innovazione sui 12 pollici ad Agrate e gli 8 pollici a Catania, e di sostegno alla ricerca e allo sviluppo delle soluzioni con i nuovi materiali per garantire prospettiva produttiva e l’evoluzione tecnologica di tutti i siti italiani. Le dichiarazioni dell’azienda sono ancora al livello delle buone intenzioni e indefinite sui tempi di realizzazione. Abbiamo pertanto espresso un giudizio critico sull’operazione aziendale”.

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Chiediamo al Governo di esercitare appieno il ruolo di indirizzo – prosegue il sindacalista – e di ottenere garanzie per gli investimenti, per consolidare questa importante realtà industriale, del comparto strategico delle tecnologie abilitanti, utile e decisivo per tutto il settore industriale, per salvaguardare l’occupazione e la prospettiva di crescita“.

“Su questa linea – conclude – siamo impegnati anche nel confronto con l’azienda, che dovrà proseguire per il rilancio del piano industriale e del rinnovo della contrattazione integrativa, ferma ormai da due anni. Per questo i lavoratori StM terranno uno sciopero di ulteriori 4 ore oltre alle 4 ore del prossimo sciopero generale dei metalmeccanici del 20 aprile.