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L'INIZIATIVA

Stop al cyberbullismo, il Mise battezza un tavolo di lavoro

Coinvolti anche Agcom, Confindustria digitale e Garante per l’Infanzia. Il viceministro Catricalà: “Bisogna bloccare un fenomeno che rischia di diventare un’emergenza”. Il monito del presidente della Repubblica Napolitano: “Imparare ad usare Internet in maniera consapevole”

15 Ott 2013

E.L.

Combattere il bullismo sul web. E’ questo l’intento del tavolo di lavoro che si è riunito ieri per la prima volta a Roma presso gli uffici del vice Ministro per lo sviluppo economico con delega alle telecomunicazioni, Antonio Catricalà.

L’iniziativa di insediare un tavolo di lavoro coinvolgendo tutti gli stakeholder del settore “è stata presa dallo stesso Catricalà in seguito ai recenti gravi fatti di cronaca – si legge in una nota del Mise – che hanno visto alcuni giovani arrivare a gesti estremi dopo essere stati vittime di insulti e diffamazioni sui social network”. All’incontro, oltre al professor Mauro Masi, hanno partecipato i rappresentanti dell’Agcom, del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, del Comitato Media e Minori, dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni, di Confindustria digitale e dei principali provider che operano in Italia.

“Dobbiamo difendere chi ha meno strumenti di tutela – ha sottolineato Catricalà – perché quello del cyberbullismo è un fenomeno che rischia di diventare presto un’emergenza, bisogna trovare velocemente un accordo regolatorio senza dover ricorrere a leggi o a atti repressivi della Rete che sarebbero anche di difficile attuazione”.

Nella riunione di ieri si sono definite le linee guida di azione per giungere in tempi rapidi a un documento condiviso in grado di combattere il cyberbullismo.

Sempre sul versante minori e Internet, ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha sottolinato la necessità di “imparare a usare Internet consapevolmente”. In un messaggio inviato in occasione dell’avvio di un’iniziativa Telecom su minori e Internet “Anche io ho qualcosa da dire”, Napolitano si è rivolto ai giovani e giovanissimi, in quanto tutti possono servirsi delle nuove tecnologie, perfino “truffatori, venditori di falsi miti, propagandisti di odio e arroganti intenti a infierire sui più deboli”.

”Saper distinguere i siti internet e i messaggi utili –sostiene nella missiva il Capo dello stato — costruttivi o anche soltanto divertenti da altri che vogliono approfittare della vostra freschezza e bontà d’animo per spargere tossine e spesso trarne profitto e’ uno dei compiti che spettano a voi ragazzi e ragazze per diventare più grandi”.

Dopo aver espresso ”apprezzamento” per l’impegno a rendere sempre più coscienti i ragazzi ”delle indubbie opportunità offerte da questa via di comunicazione e insieme dei rischi esistenti nel navigare il rete”, il Presidente scrive: ”Internet ha cambiato ritmi e abitudini della nostra società, accorciato distanze e sveltito la circolazione delle informazioni ma dei suoi vantaggi e della sua rapidità e ramificazione possono avvalersi anche truffatori, venditori di falsi miti, propagandisti di odio e arroganti intenti a infierire sui più deboli o sulle persone più influenzabili”.

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