Stop al divario di genere, l’inclusione priorità per spingere il digitale in Italia - CorCom

L'APPROFONDIMENTO

Stop al divario di genere, l’inclusione priorità per spingere il digitale in Italia

Inwit accende i riflettori sul tema delle competenze e riunisce a dibattito le rappresentanti delle istituzioni, del mondo delle associazioni e delle aziende dell’Ict. La vice ministra Ascani: “Rinunciare alle donne significa rinunciare alla crescita economica”

11 Dic 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Ogni volta che rinunciamo alle competenze di una donna rinunciamo ad un pezzo di valore sociale e culturale e crescita economica”: la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani ha acceso i riflettori sulla questione del gender gap in occasione del webinar “Quali politiche per l’inclusione” organizzato da Inwit nell’ambito di 4 Weeks 4 Inclusion.

L’azienda guidata da Giovanni Ferigo è molto attenta al tema dell’inclusione e non a caso la valorizzazione delle differenze è una priorità illustrata anche nel Piano industriale. Nel mettere in evidenza i diffusi pregiudizi nei confronti delle donne soprattutto nelle discipline Stem, Ascani sottolinea che “per invertire questo trend culturale, che ha un impatto sull’occupazione, sul mercato del lavoro e sullo sviluppo nazionale, la scuola può giocare un ruolo fondamentale”. In particolare, ha ricordato la viceministra, “attraverso il Piano nazionale Scuola Digitale abbiamo dato il via al programma Girls in Tech che sta portando risultati positivi, ma questo sforzo va accompagnato da un processo di formazione dei docenti”. Determinante la necessità di fare di più sul fronte del sostegno al lavoro delle donne, un gap che si sta cercando di colmare anche nel quadro del Next Generation Eu per “arrivare ad un sistema che consenta alle donne di pianificare la propria carriera senza portare il peso della cura dei figli e dei genitori anziani, che spesso fa sì che le donne rinuncino al proprio sviluppo lavorativo”.

Il webinar organizzato da Inwit  – moderato da Michelangelo Suigo, Direttore relazioni esterne e comunicazione della società – ha riunito a dibattito rappresentanti del mondo delle istituzioni e delle associazioni nonché importanti manager dell’Ict italiano, dalla senatrice Isabella Rauti, Responsabile Dipartimento Pari Opportunità, Famiglia e Valori non negoziabili all’Ad di Microsoft Italia Silvia Candiani, da Paola Mascaro, Presidente di Valore D ad Angela Cossellu, ceo di Zurich Connect, dal Prorettore di rapporti con il mondo del lavoro dell’Università Roma Tre Silvia Ciucciovino alla Global Telecommunications Leader di Egon Zendher, Silvia Rapallo.

La senatrice Isabella Rauti, responsabile del dipartimento Pari opportunità, famiglie e valori non negoziabili di Fratelli d’Italia ha sottolineato che “bisogna promuovere una maggiore condivisione del lavoro di cura all’interno della famiglia, e soprattutto favorire il più possibile l’occupazione femminile trovando convergenze in proposito tra le varie forze politiche: è fondamentale sforzarsi per trovare una sintesi comune”, sottolineando gli importanti gap occupazionali tra uomini e donne in Italia. “Servono misure efficaci per sciogliere questo nodo: le scelte di genitorialità devono essere messe al centro delle politiche europee e nazionali”, ha concluso, sottolineando la necessità di sostituire gli interventi settoriali con una logica di sistema.

Secondo Silvia Candiani, Ad di Microsoft Italia “alle donne va garantita una corretta formazione, che consenta di accedere ai settori che presentano la maggiore crescita professionali come le discipline Stem: rimanere fuori da comparti caratterizzati da una crescente richiesta di professionalità è davvero un peccato.” “Le aziende possono fare molto garantendo pari opportunità e merito attraverso una serie di buone pratiche come l’empowerment femminile o la valorizzazione del talento delle dipendenti”, ha continuato la manager puntualizzando che altrettanto importanti “sono le misure di sostegno al welfare delle famiglie come gli asili nido, la condivisione del periodo di maternità con il padre o la defiscalizzazione per aziende che assumono donne che rientrano nel mondo del lavoro dopo la maternità”.

Il gap di genere è un tema anche economico e aziendale, ha sottolineato Paola Mascaro, Presidente di Valore D “un tema da affrontare con policy e misure mirate che consentano di cambiare la situazione affrontando tutti gli aspetti dell’organizzazione. Tali policy vanno adottate dai board e attuate dai vertici operativi, e questo è un primo passo: ci vuole però un approccio integrato e sistemico perché non esiste una singola ricetta; l’impegno programmatico va bene ma poi bisogna passare alla realizzazione e al monitoraggio”, ha spiegato. “Adottare politiche e misurarsi rispetto alle stesse: è questo il percorso che ci consentirà di avere maggiore massa critica e quindi più donne in posizioni di vertice e middle management”, ha concluso.

E secondo Angela Cossellu, ceo di Zurich Connect, “con una policy di Diversity & Inclusion occorre introdurre target specifici in piani strategici aziendali, da verificare periodicamente, e supporto a genitorialità, premialità e regolamentazione istituzionale sono fattori chiave”. “Per invertire la tendenza italiana in tema di occupazione femminile, le aziende hanno un ruolo centrale. Ecco perché è necessario accelerare sulle policy di D&I”.

In campo, oltre a Laura Cavatorta, Presidente del Comitato Sostenibilità di Inwit e del Comitato Esg di Snam, anche due manager di Inwit, Francesca Stacchiotti, Direttrice risorse umane dell’azienda e la Responsabile Relazioni Industriali di Inwit, Nicoletta Tavella

Le policy di genere sono essenziali per il riequilibrio delle aziende, ha evidenziato Laura Cavatorta, Presidente del Comitato Sostenibilità di Inwit e del Comitato Esg di Snam. “Servono strumenti che consentano di mantenere ingaggiate le lavoratrici durante la maternità, e di trovare una flessibilità per fare sì che il carico di lavoro domestico non vada a detrimento della carriera”, ha detto la manager sottolineando come le policy di genere promuovano anche un cambiamento culturale. “La policy di genere è lo strumento utile per identificare il divario, intervenire sui processi e definire obiettivi. L’osservazione dei passaggi centrali di vita e lavoro portano a creare work life balance”.

Nel ricordare che per Inwit la valorizzazione delle differenze è una priorità illustrata anche nel Piano industriale  “puntiamo a garantire un equilibrio di genere con processi specifici, e già dai processi di selezione” – Francesca Stacchiotti, Direttrice risorse umane di Inwit, ha ribadito come per Inwit sia essenziale essere un luogo di lavoro inclusivo in senso ampio, sottolineando che “con questo obiettivo abbiamo istituito un team di diversity e inclusion che contribuisce alla definizione delle policy: puntiamo a diventare un ambiente di lavoro che garantisca comportamenti attenti e rispettosi di tutte le sensibilità presenti in azienda”, ha concluso.

L’importanza dei concetti di diversità e inclusione è stata ribadita anche da Michelangelo Suigo, Direttore delle relazioni esterne e della comunicazione di Inwit, il quale ha ricordato quanto il paradigma faccia parte della strategia di business sostenibile dell’azienda. “Non si può pensare che la sostenibilità, e quindi le politiche di genere e le attività di diversity e inclusion siano sganciate e distanti dalla strategia industriale di una società”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Aziende

I
inwit

Approfondimenti

G
gender gap
I
Inclusione
S
Stem

Articolo 1 di 3