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Sviluppatori di software, in Italia non si trovano

Secondo il rapporto Unioncamere-ministero del Lavoro le aziende sono in cerca di 2300 esperti in piattaforme informatiche, ma oltre il 40% delle domande di lavoro rimane senza risposta

29 Lug 2010

L’Italia a secco di sviluppatori software. A scattare la
fotografia il rapporto Excelsior di Unioncamere-ministero del
Lavoro che mette in risalto il grande problema del disallineamento
qualitativo tra domanda e offerta di lavoro.
Tra le high-skill ricercate ma spesso non trovate spiccano gli
sviluppatori: 2300 quelli richiesti dalle aziende, il 41,8%
"introvabili". La prima posizione spetta agli addetti al
marketing (1.300 quelli richiesti, la metà dei quali non si
trova), gli infermieri (4.500 assunzioni previste, di cui il 49,9%
difficili), e farmacisti (oltre 1.200 le richieste ma per il 45,8%
ci sarebbero difficoltà di reperimento).

La ricerca rileva che per oltre 147.000 assunzioni messe in
programma nel 2010, le imprese segnalano serie difficoltà di
reperimento, pari quest'anno al 26,7% delle entrate
programmate, 6,2% in più del 2009. Non a caso – segnala il
Rapporto – le difficoltà di reperimento per il ridotto numero di
candidati o per la loro inadeguata preparazione, è massimo (48%)
per i dirigenti, poco inferiore per le professioni intellettuali,
scientifiche e ad elevata specializzazione (35,5%) e per gli operai
specializzati (35,2%), mentre si riduce progressivamente per le
altre famiglie professionali.