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L’INAUGURAZIONE

Taglio del nastro per gli Ibm Studios: 4mila mq di innovazione

Il presidente e Ad per l’Italia Enrico Cereda sulla nuova struttura di Milano: “Abbiamo bisogno sempre più di luoghi fisici dove sperimentare cloud, intelligenza artificiale, cyber security: oggi c’è la necessità di passare dai test alla loro adozione”

24 Giu 2019

A. S.

Quattromila metri quadrati nel cuore “tecnologico” di Milano, in piazza Gae Aulenti, aperti al confronto e alla sperimentazione del digitale applicato al business: sono gli Ibm Studios, che hanno aperto ufficialmente i battenti oggi, con il taglio del nastro affidato a Enrico Cereda (nella foto), presidente e amministratore delegato di Ibm per l’Italia. La cerimonia ha coinciso con il “Think summit”, che è iniziato il 21 giugno e si concluderà il 26, oggi focalizzato sul cloud e sulla nascita di “Ibm Garage”, lo spazio creativo in cui convergono

competenze, piattaforme e tecnologie per promuovere l’innovazione e lo sviluppo di nuove applicazioni per aziende di ogni taglia.

“Abbiamo bisogno sempre più di luoghi fisici dove sperimentare nuove tecnologie come cloud, intelligenza artificiale, strumenti di cybersecurity – sottolinea Cereda – perché oggi c’è la necessità di passare dai test alla loro adozione. Questa è una struttura fatta di competenze e di persone in cui verranno sperimentate tutte queste tecnologie per portarle dentro alle nostre aziende, piccole o medie che siano”.

La struttura degli Ibm studios, spiega il numero uno di Ibm in Italia, “È formata su tre piani ben distinti. Il piano terra, chiamato Client Center, verrà destinato ad ospitare eventi e sarà a disposizione della città di Milano in particolare per le scuole e per le Università della città. Il primo piano invece ospita l’Ibm Garage, dove avremo la possibilità di scalare le tecnologie dell’intelligenza artificiale e del cloud, quindi lavoreremo insieme ad aziende e clienti per portare le nostre competenze come valore aggiunto. L’ultimo piano – il cui nome è Strategy & Design Lab – sarà quello della “user experience”: qui alle competenze tecnologiche uniremo quelle di industria per dare un contributo fondamentale alla digitalizzazione del sistema paese. Come ci ricorda l’indice Desi, l’Italia occupa la ventiquattresima posizione su ventotto Paesi e questo la dice lunga sul fatto che ci sia ancora molto da fare. Ma quel gap possiamo ridurlo con l’applicazione delle nuove tecnologie esponenziali”. “Ibm ha voluto investire 40 milioni a Milano, in questa struttura – conclude Cereda – per farne un polo internazionale in cui portare competenze e clienti. Noi cercheremo di sfruttarlo nel miglior modo possibile”.

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