L'ALLARME

Tech war Usa-Cina, l’industria tedesca: “Impatti negativi sull’Europa”

La Federazione dell’industria tedesca e l’associazione delle Camere di Commercio: “È l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno, serve rafforzare la cooperazione transatlantica e un’agenda europea più competitiva”

Pubblicato il 27 Dic 2022

Enzo Lima

usa-cina

L’industria tedesca mette in guardia da una guerra commerciale tra Ue e Stati Uniti che si sta combattendo soprattutto sul fronte tecnologico. “E’ l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno – spiega al quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung  il presidente della Federazione dell’industria tedesca (Bdi), Siegfried Russwurm – Nell’attuale situazione mondiale, la cooperazione transatlantica è più importante che mai”.

Russwurm ha aggiunto che l’Ue dovrebbe fornire una risposta intelligente di politica industriale alla legge per la riduzione dell’inflazione (Ira) degli Usa. In questo modo, ha sottolineato il presidente del Bdi, l’Europa dovrebbe concentrarsi sulle innovazioni e sulle tecnologie del futuro, senza “un errato tintinnar di sciabole”.

Russwurm ha poi osservato come, anche prima dell’Ira, le decisioni di investimento delle imprese tedesche ed europee sono state sempre più assunte a favore degli Stati Uniti. A causa dei prezzi dell’energia cinque volte inferiori in questo Paese, ma anche in conseguenza delle sovvenzioni previste dall’Ira, il rischio è di ulteriori delocalizzazioni della produzione negli Usa. Secondo il presidente del Bdi, l’Ue non può vincere una guerra commerciale contro gli Stati Uniti “perché semplicemente non abbiamo i muscoli per farlo”.

Per Russwurm, entrambe le parti dovrebbero cercare di negoziare un accordo sul commercio procedendo “per gradi”. Un’intesa onnicomprensiva richiederebbe, infatti, troppo tempo.

Il ruolo del Ttc

Intanto, il Consiglio per il commercio e la tecnologia (Ttc), istituito da Ue e Usa nel 2021, “rimane la piattaforma centrale per gli scambi”, sebbene gli ultimi risultati siano stati “inferiori alle aspettative”, secondo Russwurm. Al riguardo, il presidente del Bdi ha osservato: “Oltre a rinunciare alle tariffe reciproche, dovremmo continuare a lavorare rapidamente sul riconoscimento vicendevole di standard e norme. Percepisco una volonta’ di dialogo tra gli statunitensi”.

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L’allarme delle Camere di Commercio tedesche

A lanciare l’allarme anche Peter Adrian, numero uno dell’Associazione delle camere dell’industria e del commercio tedesche (Dihk) che ha evidenziato come sempre più aziende tedesche intendono delocalizzare in America settentrionale, venendo incentivate dagli Stati Uniti con l’Ira che sta aggravando la perdita di competitività della Germania. Il presidente del Dihk ha quindi sottolineato che questa legge viola parzialmente le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc), pertanto l’Ue e la Germania hanno “urgente bisogno di negoziare con gli Stati Uniti”. A ogni modo, ha infine affermato Adrian, “una reazione protezionistica non è nell’interesse dell’economia tedesca” ma che, al contrario, serve “agenda per un’Ue più competitiva”.

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