Tecnologie e sostenibilità, la soluzione è nel "dialogo generativo" - CorCom

L'EVENTO

Tecnologie e sostenibilità, la soluzione è nel “dialogo generativo”

A Roma l’evento #scopriamolecarte degli Stati generali dell’Innovazione. Sul tavolo nuovi percorsi per affrontare le sfide in ambito di lavoro, governance, apprendimento, salute. E’ possibile una visione “creativa”?

12 Giu 2017

A.S.

Una giornata di confronto e “dialogo generativo“. Obiettivo, una riflessione sull’agenda dell’innovazione in Italia. Ma con strumenti diversi: elaborando in maniera partecipativa e creativa (e in una logica sistemica), una visione del futuro complessiva così da fornire ai decisori istituzionali stimoli e proposte. E rafforzare Stati Generali dell’Innovazione nella sua identità di think-tank innovativo. E’ questo l’obiettivo dell’evento “scopriamolecarte”, organizzato il 9 giugno dall’associazione Stati generali dell’innovazione a Roma, al Parco regionale dell’Appia Antica. Il convegno ha avuto come tema “Lavoro, Governance, Apprendimento, Risorse e Salute nel paradigma dello Sviluppo Sostenibile”, secondo le linee guida dell’agenda Onu 2030.

I partecipanti hanno giocato con un mazzo di carte particolari: le carte dell’Innovazione, che hanno stimolato la riflessione dei partcipanti anche grazie alla realtà aumentata (Vedi foto). “La particolarità del dialogo generativo è di essere sistemico, focalizzato sull’ascolto di sé e degli altri e ritmato e veloce, teso a far emergere qualcosa di nuovo anziché fermarsi a mettere in campo semplicemente le proprie posizioni in merito alla questione trattata. Ognuna delle 3 sessioni di dialogo generativo (“co-creazione”) – si legge in una nota degli Stati generali dell’innovazione – è stata preceduta da una relazione introduttiva da parte di altrettanti keynote speaker, che ha aiutato a costruire cornici di senso dal punto di vista sociologico, economico e ambientale, fornendo elementi e ispirazioni per la riflessione successiva, nella quale le carte dell’innovazione, sollecitando le emozioni e l’immaginazione – si legge in una nota – hanno contribuito ad uscire dal ‘già noto’, coniugando i principi e i metodi dell’Open Space Technology e della Theory U”.

Le 3 relazioni di keynote, propedeutiche ai 3 momenti di co-creazione con i partecipanti, hanno riguardato aspetti sociologici, economici e ambientali: Piero Dominici, docente di Comunicazione pubblica dell’Università degli studi di Perugia, ha ragionato su: “Dentro la società asimmetrica: ripensare educazione e formazione per un’innovazione inclusiva”.

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L’innovazione – ha detto Dominici – dovrebbe essere inclusiva, cioè per tutti, mentre la società è sempre più asimmetrica, e il “digitale” non sarà sufficiente a renderla più equa e solidale. Per questo occorre pertanto ridefinire la formazione / educazione nell’era dell’iper-complessità, promuovere interdisciplinarietà, innovazione inclusiva, pensiero critico, empatia. Rossella Sobrero, presidente di Koinetica ed esperta di comunicazione sociale, sostenibilità e corporate social responsibility (CSR) ha discusso “Modelli d’impresa per l’innovazione responsabile”. Non è la sostenibilità ad avere bisogno dell’innovazione, secondo l’analisi di Sobrero, ma è l’innovazione ad avere bisogno della sostenibilità, dei suoi valori e delle sue metodologie per ottenere effetti significativi sullo sviluppo economico e sociale. Le imprese ad alta sostenibilità “performano” meglio, anche sotto il profilo dei risultati finanziari, rispetto a quelle prive di percorsi di CSR codificati e di adeguate strategie di coinvolgimento degli stakeholder. Un percorso verso il valore condiviso dove una comunicazione inline, capace cioè di integrare strategie offline e online, permette di valorizzare l’impegno sociale e ambientale dell’organizzazione.

Antonello Pasini, climatologo del Cnr e docente di Fisica del clima per il corso di laurea magistrale in Fisica all’Università di Roma Tre, ha parlato di come “vincere la sfida del clima”. Il problema del riscaldamento globale, ha sottolineato, è anche demandato a ciascuno di noi: sarà necessaria molta innovazione, ha aggiunto, e dovremo scegliere tra ‘muri’ o ‘ponti’. La ricerca va incentrata anche e soprattutto sull’analisi modellistica del sistema clima, sia per comprenderne le cause di cambiamento su tutte le scale spaziali, sia per produrre scenari su scala locale, necessari per gli studi di impatto.

“Visto il successo dell’iniziativa – conclude la nota di Stati Generali dell’Innovazione, l’associazione valuterà se organizzare più frequentemente questo genere di eventi, anche ‘itineranti’ in giro per l’Italia, soprattutto ove si riesca a costituire, nell’ambito dell’associazione, una ‘SGI Innovation Academy’ capace di intercettare, lanciare e gestire più efficacemente progetti di innovazione e promozione sociali nell’ambito dell’economia sostenibile”.