Tecnologie spaziali contro il Covid-19, bando Asi da 2,5 milioni - CorCom

L'INIZIATIVA

Tecnologie spaziali contro il Covid-19, bando Asi da 2,5 milioni

Le proposte presentate dovranno riguardare due ambiti di applicazione: salute ed educazione a distanza. In campo anche l’Agenzia Spaziale europea. Domande dal 31 marzo al 20 aprile

26 Mar 2020

Federica Meta

Giornalista

Due milioni e mezzo di euro per sviluppare idee, basate su asset spaziali (come ad esempio le comunicazioni satellitari, l’osservazione della Terra, la navigazione satellitare e altre) per contrastare l’emergenza Coronavirus. Il bando è dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), in accordo con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), il ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.

“Si tratta di un bando – spiega Asi in una nota – per invitare le aziende a presentare i loro progetti dal 31 marzo al 20 aprile. Le proposte presentate dovranno utilizzare tecnologie dello spazio e riguardare due ambiti di applicazione: salute ed educazione a distanza. I progetti dovranno essere avviati in tempi brevi dalla loro approvazione”.

Il bando è parte integrante della Call to Action Innova per l’Italia, un’iniziativa congiunta del ministro per l’innovazione tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano, del ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, insieme a Invitalia e a sostegno della struttura del commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri.

La call Innova per l’Italia

“Innova per l’Italia” è un invito alle aziende, università, enti e centri di ricerca pubblici e privati, associazioni, cooperative, consorzi, fondazioni e istituti che, attraverso le proprie tecnologie, possono fornire un contributo nell’ambito dei dispositivi per la prevenzione, la diagnostica e il monitoraggio per il contenimento e il contrasto del diffondersi del Coronavirus (Sars-CoV-2) sull’intero territorio nazionale.

Queste realtà possono contribuire con il  reperimento, l’innovazione o la riconversione industriale delle proprie tecnologie e processi, per accrescere la disponibilità di mascherrine e produzione di sistemi complessi dei respiratori per il trattamento delle sindromi respiratorie, inclusi tutti gli elementi che compongono il sistema complesso in cui i respiratori si inseriscono (valvole, display, …).

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Per questo motivo la call si rivolge alle aziende che già producono questi beni oppure quelle che, ad esempio, possano convertire la propria produzione tessile per la manifattura di mascherine adatte agli scopi medici e nel rispetto degli standard necessari, oppure che possano sfruttare la propria capacità di produrre materiali adatti alla produzione o al funzionamento dei respiratori artificiali.

Si punta anche al reperimento di kit o tecnologie innovative che facilitino la diagnosi del Covid-19 in termini di: tamponi e elementi accessori; strumenti per la diagnosi facilitata e veloce, nel rispetto degli standard di affidabilità richiesta.

La call è rivolta anche alle aziende, università, enti e centri di ricerca pubblici e privati, associazioni, cooperative, consorzi, fondazioni e istituti, in modo singolo o associato, che hanno già a disposizione piattaforme o le possono in brevissimo tempo adattare, tecniche e algoritmi di analisi e intelligenza artificiale, robot, droni e altre tecnologie per il monitoraggio, la prevenzione e il controllo del Covid-19 nel rispetto dei principi della privacy, sicurezza ed etica, che possano essere utilizzati per il supporto ai pazienti così come dalla Protezione Civile e gli altri Enti interessati.

Le proposte verranno valutate dalla struttura del Commissario Straordinario, che deciderà se attivarsi per i passi successivi mettendosi in contatto con i soggetti proponenti, in considerazione della tipologia di proposta e urgenza emergenziale, in particolare quelle relative ai dispositivi di protezione individuale e respiratori che rivestono assoluta priorità. Tale processo si muoverà in conformità con le evidenze scientifiche e con le necessità di certificazione nel rispetto degli standard necessari e delle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Per alcune tipologie di proposte, le aziende potrebbero necessitare di certificare le proprie attività e produzioni, tramite opportuna rete di soggetti (ad esempio Università, Enti di Ricerca). In particolare in relazione al prevalente impatto sulla produzione industriale, le Università, gli Enti e Centri di Ricerca, per la loro rilevante funzione sociale, scientifica, tecnologica e di supporto territoriale, potranno supportare le attività di attestazione dei requisiti dei prodotti sviluppati dalla aziende. Le Università, gli Enti e Centri di Ricerca disponibili saranno inclusi in un elenco che sarà successivamente condiviso per dare supporto alle aziende rispondenti. La rete di soggetti partecipanti potrà essere successivamente estesa in relazione alle necessità. La Conferenza Rettori Università Italiane e gli Enti di ricerca contribuiscono al coordinamento delle attività.

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