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LO STUDIO

Telco mobili, revenues col turbo solo se il digitale è perno del business

Secondo uno studio Ericsson-Ernst & Young le aziende che crescono con tassi Cagr del 10% sono quelle che investono di più con l’obiettivo di lanciare prima di altri prodotti e servizi innovativi

04 Mag 2015

E.L.

Diventare un operatore di telefonia mobile di successo non è un’impresa facile. Uno studio di Ericsson ed Ernst & Young (EY) disegna il ritratto dei cosiddetti “capofila” ovvero quelle aziende crescono in maniera significativamente superiore ai competitor. Lo studio non nomina mai gli operatori censiti ma comunque evidenzia che i ricavi dei frontrunner sono aumentati con un Cagr del 9,6% tra il 2010 e il 2014, mentre per i concorrenti la crescita è stata solo del il 2,7%. In più nei mercati dove non ci sono aziende forti la crescita è stata solo dell’1,4%. Inoltre il numero dei capofila è aumentato a circa 20 unità nel 2014 con una crescita, nel 2015, stimata di 30 unità.

“Volevamo capire cosa rende un operatore vincente sul mercato per continuare a essere partner strategici per i nostri clienti – dice Patrik Cerwall, Head of Radio Strategic and Tactical Marketing di Ericsson – So che potrebbe sembrare un po’ troppo autoreferenziale ma per essere in prima linea, occorre focalizzarsi sulla crescita, potenziando da un lato il core business e dall’altro esplorando nuovi mercati e competenze per essere sempre competitivi, come ad esempio le soluzioni per l’Internet delle Cose e i settori verticali. Il viaggio verso il 5G nel 2020 sarà segnato da un’evoluzione della tecnologia e dei modelli di business , ma la vera trasformazione è iniziata nel momento in cui il traffico dati ha superato il traffico voce. Gli operatori che hanno gestito questa transizione con successo hanno senz’altro una marcia in più nella strada verso il 5G”.

Gli operatori di successo di solito si concentrano sulle prestazioni di rete, sono in grado di adattarsi rapidamente alle condizioni di mercato e sono anche i primi a lanciare nuovi prodotti e servizi. Da sottolineare anche il fatto che questi cercano di affrontare questioni chiave quali l’aumento dell’utilizzo dei dati e la crescente pressione sui ricavi più tradizionali prima dei rivali.

“Osserviamo chiaramente che, nonostante le diverse strategie, i capofila condividono un comune impegno per la qualità della rete – spiega Martin Sebelius executive director di EY – Questo fatto non sorprende: i capofila cercano costantemente nuovi per offrire connettività efficiente agli utenti, alle imprese e alla società tutta”.
Lo studio rileva che alcuni operatori sono diventati di successo perché hanno fatto evolvere continuamente le loro reti e loro modelli di business per affrontare le nuove sfide.

“I capofila – sottolinea il report – mostrano una maggiore interazione tra i ruoli di marketing e quelli tecnici piuttosto che affidarsi a organizzazioni tradizionali a silos”. Interessante notare anche che le aziende capofila non sono necessariamente i leader della quota di mercato e in effetti la maggior parte erano al terzo posto.

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