TelcoCloud: la chiave è nei servizi, così le tlc ritrovano valore - CorCom

I CONVEGNI DI CORCOM

TelcoCloud: la chiave è nei servizi, così le tlc ritrovano valore

Sì alle evoluzioni tecnologiche, ma non senza convergenze di business e regole. Telecom Italia, Poste Mobile, Agcom, Fub e Qualcomm a confronto all’evento TelcoCloud organizzato da CorCom con Nokia Networks

05 Feb 2015

Patrizia Licata

Prospettive di mercato e regolamentari negli scenari emergenti del TelcoCloud al centro della prima tavola rotonda dell’evento The TelcoCloud Revolution organizzato da CorCom con Nokia Networks e moderata dal Direttore del CorCom Gildo Campesato.

Maurizio Marcelli, Market & Service Scenario Manager, Strategy & Innovation, Telecom Italia: Le telecomunicazioni stanno attraversando una trasformazione che determinerà una selezione darwininana; prima i servizi erano venduti separatamente per silos, oggi occorre una grande piattaforma orizzontale con abilitatori che facciano interagire mondi diversi e le telco sono il crocevia per l’incontro delle offerte di mercato. Di fronte a margini in contrazione e forti investimenti, le telco devono far evolvere il proprio posizionamento; possono farlo efficientando i costi con nuove soluzioni quali NFV e SDN che introducono importanti elementi di flessibilità, ma anche risalendo la catena del valore con servizi di qualità e presidio end to end della catena. Per ampliare il proprio posizionamento le telco possono anche ricorrere a partnership o acquisizioni (e lo stanno già facendo, comprando aziende dei media, data center, ecc.) per integrare nuovi business: noi ci aspettiamo una stagione in cui i perimetri del business delle telco saranno riscritti col quad-play o multi-play, non solo connettività ma una pluralità di offerte. Ma se le telco diventano system orchestrator, le regole devono cambiare di conseguenza; oggi ci sono tanti attori in scena ma la regia e la regolamentazione dei ruoli sono ancora da scrivere.

Fabrizio Virtuani, Amministratore Delegato, Poste Mobile: Poste Mobile è un operatore wireless virtuale di successo: abbiamo il 3,5% delle Sim attive ma il valore transato da smartphone in italia sulle Sim Poste Mobile è un terzo del totale. La chiave della proposta di Poste Mobile è nei servizi, dal pagamento sia a distanza che proximity con la tecnologia Nfc alla app che permette ai nostri utenti di interagire con i servizi di Poste Italiane. Lo smartphone con la Sim Poste Mobile sostituisce praticamente tutte le carte che l’utente dovrebbe portare con sè: carte fedeltà, carta di credito, buoni pasto – abbiamo dematerializzato tutto. Ora stiamo pensando ad altri servizi legati al mondo postale e anche a più Sim per l’M2M. Ci ritagliamo un ruolo tra operatori tradizionali e fornitori come Google e Apple cercando di essere al di sopra con servizi che ci permettono di avere margini. Certo, se Google e Apple vogliono fare l’Mvno e virtualizzare la Sim questo preoccupa un operatore come Poste Mobile. “La virtualizzazione della Sim è una forte richiesta dei produttori di apparati e forse in un futuro speriamo il più lontano possibile saremo costretti a fare a meno delle Sim. Ma Il vero problema è accedere alle Api su smartphone: alcuni operatori le hanno rese aperte altri no e questo è un ostacolo”.

Antonio Nicita, Commissione per le infrastrutture e le reti, Agcom: Le evoluzioni tecnologiche per le reti possono essere importanti per creare valore per le telco. Il trattamento dei dati dà alle aziende telco nuove fonti di remunerazione e più potere di bargaining di fronte agli Ott; quanto più l‘Ott investe in questo ambito e tratta dati tanto più dovrà entrare in rapporto con le telco. Si aprono così nuovi scenari con la possibilità che le telco siano remunerate per le loro funzioni e servizi. Dall’altro lato c’è anche il rapporto tra consumatore, telco e chi offre app: è un tema che l’autorità sta provando nei limiti dei suoi poteri a studiare. Anche sullo spettro, in particolare i 700 Mhz, l’Agcom avvierà tavoli di studio e confronto; vorrei sottolineare che in Italia si usa più spettro rispetto ad altri paesi, soprattutto per la Tv, e questo vuol dire che l’uso che se ne fa non è efficiente: c’è troppo spettro non utilizzato o sottoutilizzato. L’asta per la Banda-L è molto rilevante, l’Italia qui sta aprendo la strada rispetto agli altri paesi e questa è un’occasione per le telco per la creazione di nuovi servizi. Le modalità su cui si può riflettere sono tante: c’è per esempio lo shared access sperimentato in Francia. Sulla Sim vorrei dire che è vero è virtualizzabile, ma è molto importante per attività di tutela e controllo: eliminarla è un passo radicale che va ben ponderato.

Mario Frullone, Vice Direttore Generale, Fondazione Ugo Bordoni: Il TelcoCloud impone un nuovo modo di misurare la qualità del servizio con un monitoraggio reale della qualità dell’esperienza utente, anche con l’incrocio di dati di vari operatori. Per valutare la qualità dell’esperienza utente non ci sono solo gli elementi dal lato accesso ma anche gli aspetti architetturali. La mia proposta, che sottopongo qui ad Agcom, è di creare un laboratorio con confronti tra servizi uguali su reti di operatori diversi o di servizi in concorrenza su una stessa rete, un laboratorio che consenta a operatori e autorità di fare confronti e analisi e capire su quale eventuale anello della catena di verifica una perdita di qualità. Accogliamo intanto con soddisfazione la consultazione pubblica indetta da Agcom sull’M2M: è un esempio di come le istituzioni attente possano precorrere tempi. Ora queste iniziative devono diventare sistematiche.

Lorenzo Casaccia, Senior Director, Technical Standards, Qualcomm: Anche la rete cellulare si espanderà grazie al 5G, la nuova frontiera è la comunicazione tra cose e i due mondi, TelcoCloud e 5G, sono collegati. Il 5G sarà il punto fondamentale in cui la rete cellulare si espanderà ad usi legati non solo a esseri umani, ma a connessioni tra macchine e cose, come tra le connected cars. La virtualizzazione della rete diventa abilitatore per una serie di servizi prima inimmaginabili o troppo costosi da implementare. La convergenza tecnologica è una grande innovazione, permetterà anche un uso più efficiente dello spettro. Ma richiede che i diversi attori del sistema collaborino e che vi siano anche convergenze di business, di ecosistema, e regolamentare.