E-HEALTH

Telemedicina, dalla Puglia due nuovi progetti

Il primo si chiama Helis e ha permesso lo sviluppo di un sistema informatico di telecardiologia; il secondo, Smart Health 2.0, consente invece di realizzare nuove forme di teledialisi

29 Apr 2015

Massimo Canorro

“La telemedicina non è un’ulteriore delega alla tecnologia nel compito di offrire salute ma è propedeutica ad un differente modello organizzativo. È la finestra sul futuro”. Parole del presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, che evidenzia la rilevanza di due progetti – resi possibili nell’ambito delle attività living lab Smart Puglia 2020 e Smart health 2.0 – avviati presso il policlinico di Bari. Il primo si chiama Helis (“Health emergency onLine support system”) e ha permesso lo sviluppo di un sistema informatico di telecardiologia capace di gestire sia l’attività di monitoraggio delle emergenze del servizio 118 regionale sia il controllo a domicilio delle patologie cardiovascolari croniche. Con un duplice vantaggio: interventi più immediati e mirati in materia di diagnosi e terapia e abbattimento di costi e incidenza dei casi di “cattive pratiche”.

Realizzato in partnership con Consis, Helis ha già suscitato curiosità e interesse oltre confine; in particolare nel Regno Unito, dove è stato concordato con l’imperial consultant di Londra l’avvio di una sperimentazione presso l’ospedale Royal Brompton and Harefield.

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Il secondo progetto, che prende proprio il nome Smart healt 2.0 (realizzato nell’ambito del bando “Smart cities and communities and social innovations”, è stato finanziato dal Miur nel 2012) consente invece di realizzare nuove modalità di teledialisi – stiamo parlando di un’attività di avanguardia in ambito nazionale – originando un modello assistenziale sulla base delle esigenze del paziente che viene curato presso il proprio domicilio, in modo da ridurre le visite in ospedale; un collegamento audio/video, infatti, permette agli operatori sanitari dalla control room di monitorare la seduta e di fornire eventuale supporto mentre un social network dedicato mette in relazione costante il medico ed il paziente; sono già cinque gli assistiti attraverso questo sistema, che da parte sua amplia l’offerta di salute anche a livello di prevenzione (la piattaforma Smart health 2.0, con altre funzionalità, si integra con i sistemi informatici del policlinico, consentendo l’identificazione dei soggetti a rischio di malattia renale per il riferimento precoce alla struttura). Progetti innovativi insomma, legati ad un’unica, grande opportunità – la telemedicina – “che rappresenta un cambio di paradigma, con il servizio sanitario che prende in carico il paziente”, conclude Vendola.

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