Tensione Usa-Cina sui chip: Aixtron diventa un caso (geo)politico - CorCom

IL VETO AMERICANO

Tensione Usa-Cina sui chip: Aixtron diventa un caso (geo)politico

Il Governo statunitense dice no all’acquisizione dell’azienda tedesca da parte del player cinese Fujian Grand Chip. Il ministro degli esteri Lu Kang: “Ingerenza nel dossier è politicizzazione di un’operazione commerciale”

05 Dic 2016

A.S.

Diventa un caso diplomatico il veto opposto dall’amministrazione Obama al takeover della compagnia tedesca di microchip Aixtron da parte di Fujian Grand Chip. L’operazione da 670 milioni di euro, in un primo momento approvata da Berlino, è stata bloccata dalla Casa Bianca dal momento che l’esercito statunitense utilizza soluzioni del produttore tedesco per applicazioni militari: il governo Usa ha motivato la decisione parlano di un “potenziale rischio alla sicurezza Usa”. Si tratta del terzo stop in 30 anni opposto da un presidente Usa per motivi di sicurezza nei confronti di un’acquisizione tentata da un’azienda cinese.

Sul caso è intervenuto anche il ministro degli Esteri di Pechino, Lu Kang: “La Cina – afferma – si oppone alla politicizzazione di operazioni puramente commerciali e alle ingerenze politiche nel dossier. Ci auguriamo che gli Usa smettano di fare accuse senza fondamento sulle compagnie cinesi, fornendo invece un ambiente equo per i loro investimenti nell’interesse di tutte le parti”.

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Già lo scorso mese Aixtron aveva messo in guardia rispetto al fatto che appariva verosimile che il Committee on Foreign Investment in the United States (Cfius, agenzia intergovernativa Usa che valuta le implicazioni in tema di sicurezza nazionale degli investimenti esteri) bloccasse il takeover. La stessa Germania aveva in un secondo momento, in ottobre, ritirato il suo appoggio all’operazione.

In Germania Aixtron conta circa 750 dipendenti e ha un volume d’affari di 200 milioni di euro. Negli Usa il gruppo è rappresentato da una filiale di un centinaio di persone con sede in California.

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