TECNOLOGIA

Terremoto, dallo spazio i dati per la conta dei danni

I quattro satelliti radar sfruttati da e-Geos, jv fra Telespazio e Asi, scrutano il territorio metro per metro e h24 in ogni condizione meteo. Il risultato è una mappa degli spostamenti centimetrici degli edifici, che rende più mirate le attività di sopralluogo post sisma

02 Nov 2016

Andrea Frollà

La tecnologia spaziale si conferma un grande alleato in caso di calamità naturali. Lo dimostra l’attività che in questi giorni post terremoto sta effettuando e-Geos, joint venture tra Telespazio e Asi, in coordinamento con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Da Cosmo-SkyMed, la costellazione italiana di quattro satelliti radar ad apertura sintetica che vedono attraverso le nuvole e in assenza di luce solare, continuano infatti ad arrivare dati per l’analisi dei danni causati dal sisma.

Si tratta del primo sistema di osservazione satellitare della Terra concepito per scopi duali, cioè civili e militari, che con i suoi 4 quattro “occhi” riesce a scrutare il territorio metro per metro, di giorno e di notte, con ogni condizione meteo. Così facendo, può aiutare a prevedere frane e alluvioni, a coordinare i soccorsi in caso di terremoti o incendi, a controllare dall’alto le aree di crisi.

I satelliti già il 30 ottobre avevano acquisito una immagine alle 5.50 poco prima delle nuove scosse. Ieri alla stessa ora, sono state acquisite nuove immagini su Norcia, con geometrie identiche con quelle dei giorni precedenti e ideali per analisi interferometriche molto accurate. Grazie ai dati in arrivo da Cosmo-SkyMed e a un algoritmo che aiuta ad eliminare le zone caratterizzate da vegetazione, che potrebbero indurre i sistemi automatici in errore, è possibile vedere spostamenti centimetrici dell’edificato.

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Nell’immagine a fianco si notano in rosso le zone della città in cui sono state riscontrate variazioni della coerenza sugli edifici colpiti dal sisma: si tratta di variazioni sopra il centimetro, che corrispondono a nuovi danneggiamenti di diversa entità. Il risultato è quello che viene definito una “damage proxy map“, ottenuto sovrapponendo i dati elaborati da Cosmo-SkyMed con immagini satellitari ottiche. La tecnica messa a punto con il processore Mitico, sviluppato dal team di ingegneri della società italiana, riesce ad estrarre piccolissime variazioni. Sarà comunque necessario verificare con ulteriori sopralluoghi vista l’entità del sisma.

“Il sistema è stato attivato subito dopo la prima scossa di mercoledì 26 ottobre, acquisendo immagini di precisione ed evidenziando le aree colpite, sia a livello dei singoli centri abitati che dell’insieme del vasto territorio interessato dal sisma – spiega il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston -. Questo monitoraggio quotidiano di precisione continuerà nei prossimi mesi in accordo con le richieste della Protezione Civile e dei centri di competenza dell’INGV e de CNR per permettere l’identificazione delle faglie attive, e monitorare gli effetti della sequenza di scosse seguite a quella iniziale. La costellazione di satelliti di Cosmo Sky-Med è uno strumento fondamentale a disposizione dell’Italia e della comunità internazionale per la valutazione del danno sismico e successivamente per lo sviluppo di un modello geofisico delle aeree colpite”.

Gli fa eco Mauro Moretti, Ad e direttore Generale di Leonardo-Finmeccanica, che controlla il 67% di Telespazio: “Quanto il sistema Cosmo-SkyMed può fare a supporto delle emergenze dimostra pienamente l’importanza di questa infrastruttura nazionale, costruita dalle aziende del Settore Spazio di Leonardo, operata e gestita insieme all’Asi dai centri del Fucino e di Matera. Lo sviluppo di tecniche avanzate di elaborazione e l’integrazione dei dati provenienti dai diversi sensori ci consentono di fornire, attraverso e-Geos, un set informativo unico e in tempi rapidissimi a supporto dei soccorsi”.