COSMO SKY MED 2

Thales Alenia Space, sindacati in allarme: 350 verso la cassa integrazione

Il mancato finanziamento pubblico del programma Cosmo Sky Med 2 impatta sull’azienda che ieri ha comunicato alle parti sociali di essere intenzionata a ricorrere agli ammortizzatori sociali. Fabrizio Potetti e Rosario Rappa (Fiom Cgil): “L’esecutivo convochi immediatamente le parti”. Carlo Anelli (Fim Cisl): “Contrari alla decisione unilaterale dell’azienda”

10 Giu 2014

A.S.

“La direzione aziendale di Thales Alenia Space Italia durante l’incontro con le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e il Coordinamento Nazionale del Gruppo, ha annunciato la volontà di aprire la procedura di Cigo per 350 lavoratori. La decisione a seguito il mancato finanziamento pubblico al proseguimento del programma Cosmo Sky Med 2”.

Lo afferma in una nota Carlo Anelli, coordinatore nazionale Fim Cisl Gruppo Finmeccanica.

Thales Alenia Space Italia è in assoluta emergenza di carichi di lavoro – continua Anelli – di qualità produttiva e di tenuta sui mercati. La Fim è contraria alla decisione unilaterale assunta dall’azienda, è indispensabile un maggiore interesse da parte del sistema Paese a sostegno di uno dei settori più strategici e ad alta tecnologia della nostra industria. E’ intollerabile da parte di Finmeccanica la scarsa attenzione al settore. E’ necessaria la rinegoziazione della joint venture con i francesi di Thales e l’avvio della Space Alliance con Telespazio, l’acquisizione della parte dei propulsori di Avio. Nei prossimi giorni saranno fatte assemblee e scioperi in tutti gli stabilimenti del gruppo e intraprese anche iniziative nei confronti di Finmeccanica, del Governo e di Thales”.

Fabrizio Potetti e Rosario Rappa per la Fiom Cgil rincarano la dose: “E’ necessario che il Governo convochi un incontro urgente con i vertici di Finmeccanica e con l’Agenzia Spaziale Italiana, con l’obiettivo di delineare percorsi e programmi chiari per Thales Alenia Space, sostenuti da investimenti necessari, al fine di mantenere l’azienda ai vertici del settore.”

“La situazione difficile in cui si trova l’azienda – continuano – la si affronta con investimenti e programmi di lungo periodo, e non con gli ammortizzatori sociali, sui quali abbiamo detto all’azienda che non siamo d’accordo, che mantengano l’azienda ai vertici del settore aerospaziale, solo così si salvaguardano le tante professionalità esistenti.”

“Il problema – affermano Potetti e Rappa – non è solo il finanziamento del programma Cosmo-Sky Med Seconda Generazione, ma cosa si pensa di fare nel lungo periodo e con quali risorse. I continui allarmi, le difficoltà e la mancanza di prospettive professionali adeguate alle competenze degli ingegneri e dei tecnici presenti, stanno già producendo danni”.

“Qui si tratta di mancanza di strategia e di investimenti – concludono – in un settore fondamentale per il futuro tecnologico e industriale del Paese, per questo è necessario lavorare tutti insieme, determinati e uniti, per affrontare nel più breve tempo possibile, la situazione, incalzando tutti gli interlocutori a fare presto”.