L'EVENTO

ThinkRoma, le tecnologie esponenziali protagoniste del “Rinascimento hi-tech”

Ibm presenta nella capitale la propria vision sulla “Cognitive enterprise”. Luca Altieri: “Come ai tempi di Leonardo e Michelangelo, il tema è trasformare le sfide in opportunità”. Focus su AI e blockchain, con il progetto a tutela del made in Italy messo in campo con il Mise

Pubblicato il 03 Dic 2019

thinkRoma

Un nuovo rinascimento, in grado di trasformare le sfide che l’uomo si trova di fronte in opportunità di crescita e di sviluppo. Proprio come ai tempi di Leonardo e Michelangelo, ma facendo leva sulle tecnologie digitali. E’ la “vision” presentata oggi durante #ThinkRoma, la tappa capitolina del Think Summit Ibm che quest’anno ha visto come sede il Church Palace Hotel, dopo quella che a giugno si era svolta a Milano. Al centro dell’appuntamento le tecnologie esponenziali, dall’intelligenza artificiale alla blockchain, dall’IoT alle infrastrutture Cloud, tutti strumenti per la crescita della cosiddetta “cognitive enterprise”, l’azienda in grado di creare valore di business grazie a un uso consapevole dei dati e alla loro analisi. Durante il corso della giornata si sono susseguiti gli interventi che hanno esplorato il ruolo della comunicazione nella rivoluzione digitale, hanno presentato alcune case history di valore delle collaborazioni messe in campo da Ibm, come quella con il Mise sulla blockchain e quelle con Terna e con Inps, che si è avvalsa della collaborazione dei creativi del “garage” Ibm per mettere a punto una piattaforma a tutela dei lavoratori della Gig Economy. Il Palco del Church Palace è stato inoltre l’occasione per presentare il progetto internazionale “Proteggi il suolo. Proteggi la pasta”, a sostegno del World soil day organizzato dalla Fao e delicato alla terra, lanciando il messaggio che la sostenibilità del business e le scelte di sostenibilità delle aziende saranno sempre più uno dei fattori chiave di differenziazione per le imprese. 

“Il fil rouge di questa giornata – spiega Luca Altieri (nella foto), chief marketing officer di Ibm Italia – è la nostra idea di trasformare le sfide in opportunità, grazie alle giuste competenze e agli strumenti migliori, guidati dalla digital transformation”. “Tecnologie esponenziali e capitale umano, insieme – aggiunge Stefano Rebattoni, Enterprise leader di Ibm Italia – possono essere la chiave per riuscirci”. 

Marco Bellezza: Italia in prima linea sulla Blockchain

Insieme a Ibm il ministero per la Sviluppo economico ha dato vita a uno studio di fattibilità per capire l’applicabilità della blockchain per la tracciabilità del made in Italy in termini di origine, qualità e sostenibilità dei prodotti, in totale trasparenza verso il consumatore. “Sulla blockchain al Mise stiamo facendo un lavoro che non si era mai fatto in Italia, fino a settembre 2018 non facevamo parte nemmeno della European Blockhain Partnership, mentre ora ne abbiamo ottenuto la presidenza – spiega Marco Bellezza, Consigliere Giuridico per le Comunicazioni e l’Innovazione del Ministro dello Sviluppo Economico – Si tratta di una tecnologia che non prendiamo in considerazione tanto per le sue implicazioni finanziarie, come le criptovalute, in cui altri Paesi sarebbero avvantaggiati rispetto a noi, ma per uno degli aspetti che ci rende unici al mondo, il Made in Italy e la sua tutela. Il progetto che abbiamo messo in campo insieme a Ibm lo utilizziamo anche per promuovere l’Italia in modo diverso da come viene normalmente percepita. L’Italia può giocare un ruolo di  sostegno importante delle filiere produttive, e questo impegno ci ha portato a essere il terzo Paese in Europa per i progetti avviati all’Ocse sulla blockchain nel settore non finanziario. L’obiettivo è di tutelare i nostri prodotti e valorizzare le filiere produttive”. 

“Il 16 dicembre ospiteremo a Milano una riunione dell’European Blockchain Partnership, e sarà la prima volta in cui l’organismo si sposterà da Bruxelles – conclude Bellezza – Anche questa è una dimostrazione che l’Italia è un Paese leader nella sperimentazione della blockchain: il progetto con Ibm è per noi anche un’occasione per raccontare cosa facciamo al ministero su questi temi, e ci consentirà di capire come alcuni processi di certificazione di prodotti made in Italy che sono in parte anche importate gestiti da ministero possano essere integrati in piattaforma  blockchain”.

Il ruolo della comunicazione

In un momento storico di profonda trasformazione come quello attuale, raccontare il cambiamento e renderlo comprensibile a tutti è un elemento centrale per facilitare il cambiamento e non cadere nelle trappole del pessimismo, neutralizzando il pericolo dell’odio in rete amplificato dai social. Un compito affidato alla comunicazione e ai giornalisti, che sono sempre più chiamati a evidenziare le ricadute delle tecnologie sulla vita di tutti i giorni. A parlare di questi temi con Maurizio Decollanz, chief communication officer di Ibm Italia, hanno partecipato Roberto Arditti, direttore editoriale di Formiche, Rosy Russo, fondatrice e presidente dell’Associazione “Parole O_Stili”, Janina Landau, responsabile della sede romana di Class Cnbc e Stefania Mastronuzzi, responsabile della comunicazione di Groupama assicurazioni. 

Innovazione e sostenibilità

Al centro dell’impegno di Ibm per il World soil day c’è un dato: il 78% degli italiani dichiara di voler per il futuro acquistare prodotti alimentari da mettere sulla propria tavola per le festività natalizie avendo a cuore la sostenibilità ambientale, preferendo quindi acquistare prodotti da aziende attente all’ambiente. Da oggi alla nuvola di Fuksas a Roma cè una forchetta che avvolge spaghetti, 150 kg di terra. “La tecnologia può aiutarci a ridurre il consumo del suolo – spiega Rebattoni – e nelle sue partnership Ibm è molto attesa a questo aspetto.come esempio possiamo citare la partnership con Gruppo Grigi per la tracciabilità della filiera della Pasta grazie alla blockchain, l’esperienza con il ministero per lo Sviluppo economico incentrata sul made in Italy ne tessile e la collaborazione con Coop nel settore delle uova, in cui si rende totalmente trasparente per il consumatore l’intero percorso dall’allevamento fino alla tavola. Grazie all’automazione e all’intelligenza artificiale nel futuro sarà possibile ottenere un vantaggio competitivo anche dalla sostenibilità, dalla trasparenza, dalla fiducia dei consumatori e dalle scelte etiche”.

La “Cognitive enterprise”

Ma quali sono i requisiti per potersi distinguere sul mercato come una “congnitive enterprise”, o un’ “impresa sapiens” se si volesse chiedere aiuto al latino? Al centro di tutto c’è la capacità di estrarre dai dati il contenuto informativo che permetta di raggiungere un vantaggio competitivo, tenendo sempre come punto fermo l’utilizzo etico dell’intelligenza artificiale. La sfida è di dare vita in prospettiva ad aziende sempre più in grado di agire con comportamenti umani, ragionando e operando per finalità su grandi volumi di dati, di interagire in linguaggio naturale e comprendere e apprendere dall’esperienza in un continuo percorso di miglioramento. Una definizione che implica sette caratteristiche: la capacità di lavorare e trasformarsi grazie all’innovazione, muovendosi in agilità, come una startup. Questo si tradurrà in una riconfigurazione del modo di operare, aprendosi alla collaborazione con con piattaforme digitali. Terzo elemento è la necessità di ridisegnare il workflow in maniera digitale, e di utilizzare le tecnologie esponenziali come Ai, blockchain, automation, 5G, IoT. Quinto punto è l’utilizzo dei dati , che rappresentano il patrimonio della cognitive enterprise: l’80% di quelli utili alla crescita  vengono generati all’interno dell’azienda. Infine, al sesto e settimo posto, ma non in ordine di importanza, c’è utilizzo di applicazioni e del cloud, che viene pensato come un ambiente multi cloud ibrido che tenga nella massima considerazione l’aspetto della sicurezza.

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