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CONSOLIDAMENTO

Tim Brasil “frena” su Oi? Abreu: “Nessuna necessità di fare accordi”

Il cda di Telecom Italia ha dato mandato al management di valutare la possibilità di un’intesa, ma il numero uno della controllata ha puntualizzato che sono aperte anche altre opportunità. Per gli analisti il merger potrebbe generare sinergie fino a 7 miliardi di euro

01 Dic 2014

F.Me.

Tim Brasil, gruppo Telecom Italia, non ha necessità di fare nessun tipo di accordo con Grupo Oi, ma continua a valutare opportunità. Lo ha detto il presidente di Tim Brasil, Rodrigo Abreu

Oi, ad agosto di quest’anno, ha annunciato di aver conferito un mandato a Btg Pactual per studiare l’acquisizione di Tim Brasil. Telecom, nei giorni scorsi, ha dato mandato al management di esplorare un’integrazione tra Tim Brasil e Oi.

Una eventuale integrazione di Tim Brasil e Oi potrebbe generare sinergie fino 7 miliardi, più di quanto la Borsa prezza oggi il 67% di Tim Brasil detenuto da Telecom Italia: 4,8 miliardi euro secondo Morgan Stanley, 7 miliardi per Jp Morgan per essere precisi. Il rovescio di questa cuccagna da 7 miliardi sono i rischi di esecuzione, operazione che dovrebbe essere portata avanti da un management competente sul fisso e sul mobile, con profonda conoscenza del mercato delle regole e delle regole brasiliane.

A detta degli esperti di Berenberg una vendita cash di Tim Brasil aumenterebbe il multiplo Ev/Ebitda a 7,5, che si tradurrebbe in un target delle ordinarie di 1,26 euro e delle risparmio di 1,01 euro mentre una fusione tra Tim Brasil e Oi, nei termini corretti e con eventuali cessioni e il 50% di sinergie, porterebbe ad un incremento di target a 1,18 euro per le ordinarie e a 0,95 euro per le risparmio.

Per gli analisti un merger Oi/Tim Brasil potrebbe generare importanti sinergie, pari a 12,8 mld di real brasiliani, senza impattare il leverage del gruppo Telecom Italia e senza richiedere un aumento di capitale. Berenberg, comunque, sospetta che le precondizioni imposte da Telecom per una possibile operazione (tra cui ad esempio la quota di controllo) ne renderebbero difficile la realizzazione. Per questo, gli esperti vedono poche chance di una fusione.

Gli analisti, in ogni caso, non escludono anche una possibile offerta da parte di Oi, Telefonica e America Movil per Tim Brasil. Tutte le principali parti in causa, proseguono da Berenberg, sembra che vogliano un deal e in caso di chiusura della vendita di Pt Portugal e Africatel, Oi potrebbe partecipare ad un’offerta per Tim Brasil. Telecom Italia, comunque, difficilmente valuterebbe offerta sotto i 9 mld di euro per il suo 67%. In tutto questo scenario, il broker nota che il business in Italia dovrebbe continuare a migliorare nel quarto trimestre dell’anno e anche il 2015.

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