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LA PARTITA BRASILIANA

Tim Brasil, Oi: “Nessun accordo firmato con altri operatori per take over”

La compagnia smentisce rumors secondo cui sarebbero ormai fatti i giochi con America Movil e Telefonica: “Btg Pactual ha solo preso contatti con le aziende potenzialmente interessate”

04 Nov 2014

F.Me.

Oi ha smentito di aver firmato un accordo con altri operatori telefonici per rilevare la quota detenuta da Telecom Italia in Tim Brasil. Lo ha precisato il gruppo di tlc brasiliano in risposta a una richiesta dell’autorità di Borsa locale, dopo le recenti indiscrezioni secondo cui Oi, America Movil e Telefonica (Vivo) sarebbero pronte a lanciare un’offerta per la controllata del gruppo Telecom Italia.

“Alla data odierna – si legge in una nota di Oi emessa nella notte – non e’ stato definito alcun accordo in relazione alla struttura di tale operazione né e’ stata firmata alcuna proposta che contempli questa operazione”.

Oi conferma di aver dato mandato a Btg Pactual di studiare i piani per una possibile offerta sulla quota di Telecom in Tim Brasil e che quindi i contatti con altri operatori potenzialmente interessati “rientrano nel ruolo” di Btg quale advisor.

Intanto il mercato brasiliano delle tlc si muove, Ieri Altice ha offerto d Oi 7 miliardi per Portugal Telecom.A confermare di aver ricevuto l’offerta è la stessa Oi, che ha riferito che il board valuterà la proposta, senza tuttavia fornire precisazioni in merito alle tempistiche. La holding lussemburghese dell’imprenditore franco-israeliano Patrick Drahi ha presentato un’offerta vincolante, che era stata anticipata venerdì dal Wall Street Journal, e che assegna all’operatore portoghese un enterprise value di 7,03 miliardi di euro (8,8 miliardi di dollari) senza prendere in considerazione la liquidità e il debito.

La proposta di Altice riguarda gli asset dell’ex monopolista statale lusitano ma esclude i titoli di debito emessi da Rio Forte, la holding in liquidazione della famiglia Espirito Santo, le azioni proprie di Oi e i veicoli finanziari di PT, ha spiegato Altice in una nota, precisando che, in caso di approvazione dell’offerta, l’operazione sarebbe finanziata con mezzi propri e nuove linee di credito.

La mossa del miliardario Patrick Drahi, secondo gli analisti, rende più realistiche le ipotesi di consolidamento in Brasile, grazie alle nuove risorse che potrebbero permettere a Oi che di stringere su Tim Brasil, controllata di Telecom Italia. In pratica, secondo gli addetti ai lavori, l’operazione può avere effetti su Telecom Italia in quanto l’incasso che Oi farebbe con la cessione le consentirebbe di tornare a studiare il dossier Tim Brasil. Questione che ha portato Telecom ad avere un inizio di contrattazioni brillante in piazza affari, con un guadagno iniziale dell’1,4%a 0,915 euro.

Post-cessione, secondo quanto ricostruito dagli analisti di Equita Sim, il rapporto debito/ebitda di Oi scenderebbe a 3,3 volte, e ciò renderebbe probabilmente più realistiche le ipotesi di un’offerta congiunta di Vivo, Oi e America Movil sulla controllata brasiliana di Telecom ma anche una alleanza tra Tim Partecipacoes e la stessa Oi.

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