INNOVAZIONE

Tim entra in Italiacamp: si rafforza la compagine societaria

La compagnia guidata da Gubitosi diventa socio al 3% grazie ad un aumento di capitale riservato. L’Ad Sammarco: “Segnale importante per la diffusione della cultura digitale”

28 Set 2020

Tim entra in Italiacamp: l’operazione tramite un aumento di capitale riservato. Ad annunciare la mossa l’amministratore delegato Fabrizio Sammarco in occasione dell’assemblea dell’associazione Italiacamp, che dellasocietà è socio maggioritario.

Con l’ingresso di Tim, le quote sociali sono oggi così ripartite: Associazione Italiacamp Ets 49,47%, Poste Italiane 19,40%, Ferrovie dello Stato Italiane 19,40%, Invitalia 4,85%, Tim 3,00%, Rcs MediaGroup 2,91%, Unipol Gruppo 0,97%. I soci hanno recentemente confermato nel consiglio d’amministrazione il presidente Luigi Mastrobuono, il vice presidente Guglielmo Casciaro, i consiglieri Cristina Calabrese, Guido Fienga, Gianni Letta e Michele Scarpelli, e l’Ad Fabrizio Sammarco.

L’ingresso di Tim nella compagine societaria è il risultato di una collaborazione su progetti di impatto sociale nata nel 2015 nell’ambito di Tim Wcap, il programma di Open Innovation che supporta la nascita e lo sviluppo delle startup più promettenti e delle realtà imprenditoriali innovative.

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La partnership si è ulteriormente rafforzata nell’ultimo anno grazie al progetto Operazione Risorgimento Digitale, l’iniziativa di Tim per la diffusione delle competenze digitali tra cittadini, imprese e PA. In particolare Italiacamp ha affiancato le attività dei formatori Tim con quelle dei propri digitalist. In questo modo sono state raggiunte anche le comunità dei migranti, grazie all’app Mygrants nata nel 2017 e che oggi aggrega una community di circa 90.000 utenti.

“L’ingresso di Tim è per noi un segnale importante – spiega l’Ad Sammarco-  Dieci anni fa abbiamo scommesso sull’impatto sociale delle attività economiche, consapevoli che sarebbe diventato un sentire comune guardare alla sostenibilità e al valore sociale delle organizzazioni e delle imprese. Abbiamo deciso di farlo insieme a tanti partner, senza identificarci in una precisa categoria, ma anzi coniugando anime diverse, perché questa cultura si diffondesse e fosse un cammino comune”.

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