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IL CDA

Tim, fumata nera sul dossier Persidera

Si chiude con un nulla di fatto il cda convocato per discutere della cessione della società dei mux. Resta ancora aperta la “finestra” del 27 luglio prima della pausa estiva. Intanto Vivendi designa il trust per l’operazione

07 Lug 2017

Andrea Frollà

Nessuna decisione dal board di Tim sulla questione Persidera. Si è concluso con un nulla di fatto e dopo circa un’ora il consiglio di amministrazione della società di telecomunicazioni, convocato per discutere della società dei multiplex, di cui il gruppo telefonico detiene il 70% (il restante 30% appartiene al gruppo Gedi) e che Vivendi si è impegnata con la Commissione Ue a cedere in merito al controllo di fatto di Tim. A quanto si apprende, il cda è stato di carattere “informativo”. La prossima riunione del board, già prevista in calendario, è fissata al 27 luglio. Sul tavolo ci saranno i conti del secondo trimestre ma non è escluso che il dossier Persidera possa trovare il suo spazio.

“Nel corso della riunione si è esclusivamente proceduto a un aggiornamento informativo sulla partecipazione in Persidera e sul suo posizionamento nell’ambito delle attività del Gruppo, anche in relazione a eventuali opportunità di valorizzazione dell’asset – spiega Tim in una nota diffusa nel pomeriggio -. La materia continuerà a essere oggetto di attenzione da parte degli organi preposti, nel rispetto delle regole di governance e dell’interesse della società”.

Il cda informativo di oggi segna comunque un passo ufficiale lungo il percorso che dovrebbe portare alla cessione dell’asset. Tim, al pari del gruppo Gedi, non intende comunque svendere la società e spera di aver più fortuna del tentativo datato 2014, quando provò a vendere la joint venture mettendo però l’operazione in stand-by dopo 3 mesi a causa della valorizzazione sotto le attese. Oggi il 100% di Persidera è valutato intorno ai 450 milioni di euro. Nel 2016 la società dei mux ha realizzato un fatturato di 80 milioni, un Ebitda di oltre 40 milioni e un utile di circa 15 milioni di euro, distribuendo dividendi per 13 milioni di euro.

Vivendi si è già mossa per favorire il processo di vendita. Lo scorso 23 giugno, riporta il Sole24Ore, ha ottenuto dall’Antitrust europea l’ok alla designazione della società francese Advolis come “monitoring trustee”, società che si occuperà di controllare il rispetto degli impegni presi dalla media company con Bruxelles. La compagnia francese si è recentemente adeguata anche alla pronuncia dell’Agcom sull’impossibilità di mantenere le partecipazioni azionarie in Tim e Mediaset.

Proprio il gruppo di Cologno Monzese è tornato ieri ad accusare i francesi di aver affossato il bilancio. “L’altro anno abbiamo fatto un risultato terribile dovuto alla situazione con Vivendi che ci ha arrecato un danno da 341 milioni di euro. Quest’anno torneremo all’utile, siamo in linea con quanto annunciato nel piano e siamo soddisfatti. – ha spiegato il vicepresidente e amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, alla presentazione dei palinsesti Mediaset a Monte-Carlo -. Dividendi? È troppo presto per dirlo, il bilancio verrà chiuso fra quasi un anno. Su Vivendi non ci sono novità, nessuna trattativa o negoziazione. Dal punto di vista giudiziario, la vicenda avanza”. Il comportamento di Vivendi, ha aggiunto Berlusconi jr, “ha messo in grande imbarazzo noi e anche Telecom. Non escludo accordi, ma oggi è tutto più difficile sia per chi sono gli azionisti Telecom, sia per l’attenzione che ci sarebbe da parte delle autorità su un ipotetico incrocio. Oggi non ci sono accordi concreti”.