L'INTERVENTO

Tlc, Di Raimondo: “Serve politica industriale per il rilancio della filiera”

Il direttore di Asstel: “Sono indispensabili misure urgenti che supportino le imprese nello sviluppo di nuovi servizi e nella digitalizzazione del Paese”. E sul lavoro che cambia: “Spingere sulle politiche attive”

11 Nov 2022

Federica Meta

Giornalista

diraimondo

Una politica industriale per le Tlc. La direttrice di Asstel, Laura Di Raimondo, nel corso dell’iniziativa “Un secolo senza limiti: la transizione digitale sostenibile, accessibile’ organizzata nell’ambito della Milano Digital Week 2022” ne ha evidenziato l’urgenza. “La filiera Tlc è strategica sia per il ruolo sociale che ricopre, sia per il valore industriale ed economico che genera – ha detto – Sono indispensabili misure urgenti che supportino le imprese nello sviluppo di nuovi servizi e nella digitalizzazione del Paese”.

Secondo Di Raimondo disporre di una politica industriale organica “vuol dire superare interventi emergenziali e sostenere soprattutto l’offerta. Le imprese della Filiera delle Tlc hanno accolto la sfida di connettere il Paese e di sviluppare nuovi servizi per i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione. Grazie alle sue competenze distintive il settore è abilitatore di numerosi servizi digitali, che vanno da e-Commerce, alla Cybersecurity e per finire al Cloud. Questi servizi creano valore e stanno diventando sempre più centrali nella vita delle persone ed essenziali per uno sviluppo sostenibile”.

Il nodo competenze

“L’Italia sconta un forte ritardo sull’alfabetizzazione tecnologica e una carenza di talenti – ha ricordato – Per tale ragione, l’intero settore è impegnato in collaborazioni con il sistema formativo anche attraverso le Its Academy per creare le professioni che già oggi occorrono in ambito Cybersecurity, Data analytics, Intelligenza artificiale, IoT e Cloud”.

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Un tempo nuovo per il lavoro

“E’ un tempo nuovo per il lavoro – ha evidenziato Di Raimondo – siamo convinti che servano azioni destinate a durare nel tempo, quali ad esempio la riforma delle politiche attive che deve partire dal sistema educativo, avviando un percorso di apprendimento permanente che consenta alle persone di essere occupabili nel tempo.”

“Le imprese della filiera Tlc stanno investendo nello sviluppo di conoscenze e competenze digitali e nella formazione permanente. Infatti circa il 100% dei dipendenti è stato coinvolto in programmi strutturali di upskilling e reskilling con una spesa complessiva di circa 110 milioni di euro e l’erogazione di 4/5 giornate medie di formazione per persona – ha concluso – Vogliamo inoltre stimolare sempre più le ragazze e le donne ad impegnarsi nelle discipline Stem, preparando il terreno ad un ambiente lavorativo che sia anche compatibile con la vita personale e familiare”.

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