L'INTERVENTO

Tlc, il ministro Zangrillo: “Debolezza preoccupante, spingere su semplificazioni”

Il titolare della PA: “Necessario mettere a punto una linea comune per un nuovo
ruolo strategico della filiera delle telecomunicazioni nell’Europa e nel palcoscenico internazionale, attraverso una strategia di più ampio respiro”

14 Nov 2022

Federica Meta

Giornalista

Il ministro Zangrillo

Semplificazioni leva anche per ridare sprint alle Tlc. Su questo punto è incentrata la riflessione del ministro della PA, Paolo Zangrillo, intervenuto in collegamento video al forum delle Tlc promosso da Asstel, che auspica anche la messa a punto di una linea comune per un nuovo ruolo strategico della filiera, anche in Europa.

“La debolezza delle telecomunicazioni preoccupa l’intero settore pubblico, che vede nel volano digitale e delle telecomunicazioni la leva necessaria per superare i gap organizzativi e procedurali della PA tutta, in una ottica di rafforzamento del rapporto tra cittadini/utenti e amministrazioni da un lato, e di valorizzazione e sviluppo delle competenze e delle professionalità del personale pubblico dall’altro – ha spiegato Zangrillo –  Tale debolezza sconta la mancanza storica di una politica industriale per il settore, che metta in relazione obiettivi e strumenti avendo riguardo alle diverse componenti dell’ambiente digitale”.

“Dal promuovere e implementare semplificazioni amministrative al riequilibrare, ad esempio, l’approccio regolamentare verso la sostenibilità e lo sviluppo industriale della filiera, come pure supportare gli investimenti per l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale – ha evidenziato – Si tratta di passaggi fondamentali per ridurre questo divario rispetto al panorama europeo e internazionale, garantendo a imprese, famiglie e pubbliche amministrazioni il contesto tecnologico e digitale più adeguato per crescere e farlo in maniera sostenibile”.

In questa prospettiva per Zangrillo dunque “è necessario mettere a punto una linea comune per un nuovo ruolo strategico della filiera delle telecomunicazioni nell’Europa e nel palcoscenico internazionale, attraverso una strategia di più ampio respiro”.

Semplificazioni chiave di volta

“Agiremo per favorire il coordinamento da parte dello Stato dell’attività dei diversi organi amministrativi affinché gli interventi di semplificazione trovino piena attuazione – ha puntualizzato – Il precedente governo ha condotto diversi interventi in materia di semplificazione delle procedure autorizzative, che il settore ha valutato positivamente, su cui bisogna lavorare affinché possano dispiegare i propri effetti in tempi utili”.

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Secondo il ministro serve in particolare occorre “agire sulla difformità, spesso peggiorativa, tra quanto previsto dalla normativa nazionale e le prassi degli enti locali; sui tempi di risposta sempre lunghi tra vari enti interessati; sull’assenza di una modulistica standardizzata utilizzata dagli enti locali nei procedimenti finalizzati all’installazione delle reti; sulla conferenza dei servizi utilizzata efficacemente solo in poche regioni e solo da alcune PA; sulla digitalizzazione della PA limitata in diversi contesti, con conseguente rallentamento del flusso informativo e del trattamento di documenti”.

Tlc, modello per il lavoro agile

“Il lavoro agile rimane in cima alle sfide organizzative sia del privato sia del pubblico. Su questo punto saluto favorevolmente la Filiera Tlc che ad oggi rappresenta un modello di eccellenza, con la metà delle aziende che hanno già implementato soluzioni di smart working prima della pandemia, la quale ha sicuramente agito come motivazione addizionale, spingendo un 43% aggiuntivo ad adottare soluzioni di questo tipo – ha sottolineato – Questi modelli favoriscono l’adozione di servizi digitali e la digitalizzazione delle imprese e della PA”.

“Per accompagnare questa evoluzione – aggiunge – è necessario lavorare all’adozione di modelli di organizzazione del lavoro sempre più inclusivi e orientati a favorire la produttività e un miglior work-life. Serve inoltre concepire il lavoro agile come leva di valorizzazione dei profili”.

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