IL DISCORSO ALLA CAMERA

Meloni annuncia: “Un Sottosegretario per il Digitale a Palazzo Chigi”

La presidente del Consiglio: “Tema chiama in causa importanti risorse del Pnrr. Non si perderà un minuto del lavoro fatto che anzi sarà rilanciato”. Sul fronte infrastrutture: “Intendiamo tutelare quelle strategiche nazionali, a partire dalle Tlc”. Riflettori anche su cloud e cybersecurity.

25 Ott 2022

Federica Meta

Giornalista

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La transizione digitale deve andar di pari passo con la sovranità tecnologica. È questo uno dei concetti chiavi espressi dalla neo presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo discorso alla Camera.

“Intendiamo tutelare le infrastrutture strategiche nazionali assicurando la proprietà pubblica delle reti, sulle quali le aziende potranno offrire servizi in regime di libera concorrenza, a partire da quella delle comunicazioni – ha evidenziato Meloni – La transizione digitale, fortemente sostenuta dal Pnrr, deve accompagnarsi alla sovranità tecnologica, al cloud nazionale e alla cyber-security”.

“E vogliamo finalmente introdurre una clausola di salvaguardia dell’interesse nazionale, anche sotto l’aspetto economico, per le concessioni di infrastrutture pubbliche, come autostrade e aeroporti – ha puntualizzato – Perché il modello degli oligarchi seduti su dei pozzi di petrolio ad accumulare miliardi senza neanche assicurare investimenti non è un modello di libero mercato degno di una democrazia occidentale”.

Un Sottosegretario per il Digitale

Dopo le polemiche sulla mancata nomina di un ministro per il Digitale nelle repliche alla Camera la premier annuncia che “il dipartimento sarà affidato a un sottosegretario alla presidenza del Consiglio e non si perderà un minuto del lavoro fatto che anzi sarà rilanciato” perché “il tema chiama in causa importanti risorse del Pnrr”.

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Il piano Mineva per la rete unica delle Tlc

Il progetto per le Tlc italiane messo a punto da Fratelli d’Italia, il cosiddetto progetto Minerva, prevede un intervento pubblico direttamente a monte dell’aggregazione tra la fibra di Open Fiber e la rete di Tim. Prevista anche un’opa di Cassa Depositi e Prestiti e solo dopo che via Goito diventa azionista di maggioranza di Tim  – oggi il socio di riferimento è la media company francese Vivendi, al 23,7% –  allora si potrebbe procedere all’integrazione delle reti dando corpo all’infrastruttura unica.

Proprio in campagna elettorale Meloni aveva svelato il suo piano per la rete unica di Tlc, ponendo l’accento sulla necessità che questa infrastruttura sia pubblica.

La posizione di FdI è di una rete unica, come accade in tutte le grandi democrazie occidentali, che sia di proprietà pubblica non verticalmente integrata, quindi il punto è scorporare la proprietà della rete, che secondo me non può essere privata come non lo è da nessuna parte per un fatto di sicurezza nazionale e tutela dell’interesse nazionale, dalla vendita del servizio che si deve fare in regime libera concorrenza tra tutti gli operatori”, aveva detto ai microfoni di Radio24.

La leader di Fratelli d’Italia ha anche detto che “la golden power va assolutamente estesa, sono per la difesa della nostre produzioni strategiche, dei marchi e delle infrastrutture strategiche”.

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