Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

IL SUMMIT

Tlc vs Ott, in Francia un “G8” ad hoc

A Parigi il 24 settembre mini-vertice su Internet ed economia digitale. Sul tavolo la creazione di un’Authority che vigili sulle multinazionali del web. All’evento presenzieranno i ministri responsabili di Italia, Spagna, Germania, Uk, Polonia, Belgio e Ungheria. Attesa anche Neelie Kroes

20 Set 2013

F.Me.

Un mini-vertice su internet e l’economia digitale si terrà il 24 settembre a Parigi, in presenza dei ministri responsabili di Francia, Italia, Spagna, Germania, Regno Unito, Polonia, Ungheria e Belgio. L’obiettivo dell’incontro, riferiscono fonti concordanti all’agenzia France Presse, è preparare il vertice europeo del 24 e 25 ottobre.

Alla riunione di Parigi dovrebbe partecipare anche il commissario europeo all’Agenda digitale, Neelie Kroes. Parigi ha già fatto sapere che nel prossimo vertice Ue intende proporre agli Stati membri di creare un’autorità di regolazione comunitaria per agire in caso di ”conflitti e abusi” con i colossi del web, come Amazon, Apple,Facebook o Google. La riunione di Parigi è stata promossa dal ministro francese per l’economia digitale, Fleur Pellerin.

L’idea è legare la tassazione al luogo in cui vengono effettivamente realizzati gli utili, e secondo il quotidiano la Pellerin punta anche a rivedere il sistema dell’Iva su questo segmento. Da anni, specialmente in Europa, si polemizza per le complesse architetture fiscali che molti giganti del web – da Amazon a Google, a Facebook o e-Bay – hanno messo in piedi per minimizzare le tasse che pagano rispetto ai fatturati plurimiliardari che realizzano. Meccanismi spesso basati sull’impianto di una sede fiscale di comodo in giurisdizioni che offrono regimi di vantaggio, come il Lussemburgo o l’Irlanda.

Ma con la crisi globale, la recessione, i cali di gettito fiscale di questi anni e la pressante necessità di risanare i conti in molti paesi, queste polemiche si sono esacerbate, e non solo in Francia, anche in Stati che si declamano “business friendly” come la Gran Bretagna. Il premier David Cameron ha fatto un cavallo di battaglia il principio di fare pagare le tasse ai giganti internet.

Nelle scorse settimane il ministro aveva sottolineato la necessità che la Ue mette in campo una strategia forte per arginare lo strapotere degli Ott.

“Non basta – sottolineava Pellerin il ministro – annunciare obiettivi condivisibili da tutti come quello di voler stimolare l’investimento sul digitale. Serve invece sviluppare una strategia politica per l’innovazione. Dobbiamo dare ale start up europee gli strumenti per gareggiare con i big player del Web che dettano legge anche su internet, ostacolando l’avanzata di nuovi attori europei”. È il caso di Google che controlla il 96% delle richieste di ricerca online. “Un tale monopolio non necessita di una regolamentazione? – si chiede – Al momento il diritto sulla concorrenza non è efficace contro questi attori, poiché non si può attendere la fine del contenzioso, che nel caso di Microsoft è durato dieci anni , un’eternità nel mondo delle nuove tecnologie”.

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link

Articolo 1 di 2