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STRATEGIE

Toyota punta 600 milioni di dollari su Didi, l’Uber cinese

Il colosso nipponico fornirà servizi come la manutenzione e metterà a disposizione la sua tecnologia per auto connesse per aiutare a rafforzare il business della società di ride hailing

26 Lug 2019

Antonio Dini

L’Uber asiatico si rafforza in un momento difficile grazie ai soldi del Giappone. E il colosso nipponico del settore automobilistico fa un passo in avanti verso modelli inediti di business: se il futuro è nell’accesso e non nel possesso, Toyota vuole fornire le auto a chi le gestirà.

Toyota Motor ha infatti annunciato che investirà 600 milioni di dollari di dollari in Didi Chuxing, e aiuterà la società cinese a costituire un’impresa di gestione della sua flotta di auto, finanziando l’espansione del gigante cinese attualmente in perdita.

La casa automobilistica giapponese lavorerà con Didi per fornire servizi come il noleggio auto e la manutenzione. Toyota, ha detto l’azienda, utilizzerà la sua tecnologia per auto connesse e analisi intelligenti per aiutare a rafforzare il business di Didi.

Il senso della strategia è chiaro, ma non per questo meno rischioso. Toyota sta infatti investendo in una società che ha subito una serie di battute d’arresto nell’ultimo anno. Ostacoli governativi hanno gravemente rallentato la fornitura di auto e la morte violenta di due passeggeri-donna ha innescato la sospensione di alcune licenze in aree fortemente redditizie. Alcuni investitori hanno poi chiesto esplicitamente se la società riuscirà mai a realizzare dei profitti, innescando un crescente nervosismo nei mercati. Tuttavia, Didi sta cercando con determinazione di espandere le sue attività in America Latina, mentre esplora nuove possibilità per il finanziamento dei veicoli e la manutenzione delle auto.

Toyota contribuirà allo sviluppo della tecnologia per monitorare lo stato delle automobili e renderle più sicure. La partnership tra le due aziende si basa su un’alleanza che Didi ha iniziato l’anno scorso con una serie di case automobilistiche tra cui China FAW Group, Dongfeng Motor e Volkswagen, per creare una piattaforma aperta incentrata sulla ricerca di nuove energie e intelligenza artificiale.

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