LA RELAZIONE ANNUALE

Transizione digitale, la Ue rilancia su cyberspazio e sovranità tecnologica

Nel documento che elenca le priorità del 2022 , la Commissione accende i riflettori anche sulle opportunità generate da cloud, intelligenza artificiale e quantum computing. La presidente von der Leyen: “Più investimenti in competenze per la ripartenza”

09 Mar 2022
Next Gen EU

La pandemia non ha fermato l’Europa nel perseguimento dei suoi obiettivi di transizione digitale e ecologica: lo afferma la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nella presentazione della relazione generale sull’attività dell’Ue nel 2021 redatta dall’esecutivo europeo. NextGenerationEU, e i relativi piani nazionali, le iniziative per rafforzare la sovranità tecnologica europea, le misure per la cybersicurezza e le competenze digitali sono fra le attività più significative nel percorso verso un’Europa digitale, inclusiva, sicura, green.

“Affrontando la pandemia e le sue conseguenze non abbiamo mai perso di vista gli obiettivi che avevamo fissato all’inizio del nostro mandato: abbiamo continuato a lavorare per rendere l’Europa più verde, più digitale nonché un luogo di uguaglianza e opportunità per tutti”, afferma von der Leyen. “NextGenerationEU ha posto questi obiettivi al centro della ripresa economica. I primi miliardi di euro sono già stati versati ai nostri Stati membri, che hanno presentato ambiziosi programmi di riforma per trasformare le loro economie. NextGenerationEU sta investendo non solo nella ripresa dell’Europa, ma anche nella sua prosperità a lungo termine, dalla digitalizzazione delle nostre economie alla garanzia che i cittadini europei dispongano delle competenze necessarie per i posti di lavoro del futuro, fino alla messa in atto delle misure necessarie per conseguire l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050″.

Tra le attività del 2021 ci sono la legge sui servizi digitali (Dsa) e la legge sui mercati digitali (Dma), proposte dalla Commissione nel dicembre 2020, che mirano a creare uno spazio digitale più sicuro e aperto per tutti gli utenti, in cui i loro diritti fondamentali siano tutelati e dove abbiano accesso a servizi digitali di qualità a prezzi inferiori. L’accordo su queste proposte è previsto per il 2022.

Nell’ambito della strategia dell’Ue per la cybersicurezza, nel 2021 la Commissione ha avviato l’istituzione dell’unità congiunta per il cyberspazio, una nuova piattaforma che mira a rafforzare la cooperazione tra le istituzioni e le agenzie dell’Ue e le autorità nazionali degli Stati membri. La nuova unità si avvarrà inoltre delle competenze dell’industria della cybersecurity, così da aiutare l’intera Unione europea a contrastare le minacce informatiche. Sono in corso i lavori per rendere operativa l’unità congiunta per il ciberspazio.

In seguito all’adozione e all’entrata in vigore del regolamento che istituisce il Centro europeo di competenza per la cybersicurezza nell’ambito industriale, tecnologico e della ricerca e la rete dei centri nazionali di coordinamento, la Commissione ha iniziato a lavorare con le autorità rumene all’allestimento del Centro a Bucarest.

Covid, NextGenEuU, clima, sovranità tecnologica: il 2021 in sintesi

Il 2021 è stato caratterizzato dalla diffusione nell’Ue di vaccini sicuri ed efficaci contro il Covid-19, un elemento chiave nella lotta contro la pandemia. Alla fine dell’anno era stato vaccinato il 79,8% degli adulti nell’Unione europea, la quale aveva esportato o condiviso oltre 1,7 miliardi di dosi di vaccino con 165 paesi.

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Nel 2021 è entrato in vigore anche il piano per la ripresa NextGenerationEu, da 800 miliardi di euro. Gli Stati membri hanno elaborato piani nazionali per la ripresa e la resilienza, come l’italiano Pnrr, che stabiliscono investimenti e riforme per affrontare le conseguenze della pandemia e accelerare le transizioni verde e digitale. Alla fine del 2021 la Commissione aveva valutato positivamente 22 piani nazionali per un valore superiore a 445 miliardi di euro.

La relazione illustra i progressi compiuti per rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, grazie alla sua prima legge sul clima (European climate law) e a una serie di proposte volte a consentirle di realizzare le sue ambizioni climatiche.

Nel 2021 la Commissione ha anche presentato una serie di iniziative per rafforzare la sovranità tecnologica dell’Europa e realizzare le ambizioni relative alla trasformazione digitale da completare entro il 2030.

I piani di ripresa e resilienza: obiettivi digitali e climatici

L’elemento centrale di NextGenerationEU è il dispositivo per la ripresa e la resilienza. Lanciato nel febbraio 2021, offre fino a 723,8 miliardi di euro (a prezzi correnti) di sovvenzioni e prestiti per sostenere le riforme e gli investimenti negli Stati membri. Tutti i piani devono rispettare obiettivi climatici e digitali vincolanti, tra cui quello relativo ad almeno il 37% della spesa da riservare ad investimenti e riforme a favore del clima e almeno il 20% alla transizione digitale. In pratica tutti gli Stati membri si impegnano ad andare oltre tali obiettivi, poiché quasi il 40 % della spesa sarà riservato ad investimenti e riforme a favore del clima, mentre il 26,4 % sarà speso per sostenere la transizione digitale. Questo aiuterà l’Ue a raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 e la instraderà verso la transizione digitale, creando nel contempo occupazione e stimolando la crescita inclusiva.

Il Decennio digitale europeo

L’Ue vuole fare dei prossimi dieci anni il decennio digitale europeo, con l’obiettivo di diventare un modello di riferimento mondiale per l’economia digitale, definire e promuovere norme digitali e perseguire politiche per il digitale che conferiscano ai cittadini e alle imprese maggiore autonomia e responsabilità.

Tali politiche sono orientate a fornire sostegno alle piccole imprese nell’adozione delle tecnologie; far sì che la tecnologia sia al servizio delle persone dotandole di competenze digitali di base e avanzate; e garantire a tutti l’accesso a internet e ai servizi pubblici online. Allo stesso tempo l’Ue continuerà anche a perseguire l’eccellenza in tecnologie avanzate quali il calcolo quantistico, il cloud computing e l’intelligenza artificiale (Ai), che possono far fronte a molte delle sfide che si pongono oggi alla nostra società.

Per realizzare le ambizioni dell’Ue sarà necessario affrontare le problematiche evidenziate dalla pandemia, dalle lacune in termini di connettività e competenze digitali al divario tra le imprese digitalmente mature e quelle che devono ancora adottare soluzioni digitali.

La bussola per il digitale dell’Europa traduce le ambizioni digitali dell’UE per il 2030 in azioni e risultati, concentrandosi sui seguenti aspetti:

  • una popolazione esperta dal punto di vista digitale e professionisti altamente qualificati nel settore digitale;
  • infrastrutture digitali sicure e affidabili;
  • un’alta percentuale di imprese digitalizzate;
  • servizi pubblici modernizzati rispondenti alle esigenze della società.

La Commissione europea sta mettendo a punto una proposta da presentare nel 2022 relativa a una dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione sui principi digitali per garantire che lo spazio digitale tenga conto dei valori e dei diritti dell’Ue. In questo modo tutti potranno beneficiare di opportunità digitali quali l’accesso universale a internet, algoritmi che rispettino le persone e un ambiente online sicuro e affidabile.

In settembre la Commissione ha proposto un piano per realizzare la trasformazione digitale dell’Ue entro il 2030.

Istruzione digitale e il Programma Europa digitale

In agosto la Commissione ha pubblicato una proposta di raccomandazione del Consiglio sull’apprendimento integrato per sostenere un’istruzione primaria e secondaria di alta qualità e inclusiva. La raccomandazione è stata adottata dal Consiglio in soli quattro mesi.

L’apprendimento integrato può contribuire a rendere l’istruzione più inclusiva, in particolare grazie alla sua flessibilità. Con tale termine si intendono una scuola, un educatore o uno studente che adottano più di un approccio al processo di apprendimento. Può trattarsi di una combinazione di ambienti scolastici in presenza e di altri ambienti fisici o di una combinazione di diversi strumenti di apprendimento digitali e non digitali.

Tra le attività del 2021 c’è anche il nuovo programma Europa digitale. Con una dotazione di 7,5 miliardi di euro nei prossimi sette anni, è il primo programma di finanziamento dell’Ue volto a portare la tecnologia digitale alle imprese, ai cittadini e alle pubbliche amministrazioni. I primi programmi di lavoro, del valore di 1,98 miliardi di euro, si concentrano sugli investimenti nei settori dell’Ai, del cloud e degli spazi di dati, dell’infrastruttura di comunicazione quantistica, delle competenze digitali avanzate, della cybersicurezza e dell’utilizzo più ampio delle tecnologie digitali nell’economia e nella società. I primi inviti per il programma Europa digitale sono stati pubblicati alla fine di novembre e ne seguiranno altri nel 2022.

Il Green Deal europeo: attuazione entro il 2030

A febbraio del 2021 la Commissione europea ha adottato una nuova strategia dell’Ue di adattamento ai cambiamenti climatici, che definisce come l’Unione europea può adattarsi e diventare resiliente agli inevitabili cambiamenti climatici entro il 2050. A giugno il Parlamento europeo e gli Stati membri hanno adottato la prima legge sul clima, che sancisce per l’intera economia gli obiettivi di riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, e di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Successivamente, a luglio e a dicembre, la Commissione ha presentato una serie di proposte per preparare l’Ue a realizzare le sue ambizioni in materia di clima, rivedendo le politiche esistenti e proponendo nuove misure. Le proposte legislative per realizzare il Green Deal europeo abbracciano un’ampia gamma di settori strategici, tra cui il clima, l’energia, i trasporti e la fiscalità, e stabiliscono in che modo l’Ue raggiungerà il suo obiettivo per il 2030, che è ora giuridicamente vincolante.

Gli obiettivi energetici e la mobilità intelligente

Sul tema energetico, basandosi sulle varie strategie delineate nel 2020, in particolare per quanto riguarda l’integrazione del sistema energetico, le energie rinnovabili offshore, l’idrogeno e le emissioni di metano, nel 2021 la Commissione ha adottato una serie di misure per trasformare queste idee in normativa dell’Ue. A luglio e dicembre ha presentato proposte per riscrivere le norme in materia di politica energetica dell’Ue e accelerare la transizione verso l’energia pulita.

La Commissione ha proposto che le energie rinnovabili raggiungano una quota del 40% del mix energetico dell’UE entro il 2030. Si tratta del doppio del dato del 2020 e di un aumento notevole rispetto al precedente obiettivo del 32%.

Infine, la mobilità intelligente per rendere i trasporti più sicuri e sostenibili: la revisione della direttiva sui sistemi di trasporto intelligenti affronterà l’emergere di nuove opzioni di mobilità su strada, di applicazioni per la mobilità e di una mobilità connessa e automatizzata. Stimolerà la diffusione più rapida di nuovi servizi intelligenti, proponendo che alcuni dati fondamentali su strade, spostamenti e traffico — come i limiti di velocità, i piani sul traffico o i lavori stradali — siano messi a disposizione in formato digitale.

La nuova proposta relativa al quadro per la mobilità urbana risponde ad alcune delle sfide poste dalla mobilità che derivano dall’intensa attività nelle città — tra cui la congestione, le emissioni e il rumore — a vantaggio degli utenti dei trasporti e di tutti coloro che li circondano.

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