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LO STUDIO

Trasporti smart, in Italia il mercato vale 1,5 miliardi

I dati di Tts Italia, associazione che raggruppa i più importanti esponenti delle tecnologie nei trasporti: settore in crescita, ogni dipendente genera 280mila euro di fatturato l’anno

07 Lug 2016

A.S.

Il mercato italiano delle tecnologie intelligenti per i trasporti vale 1,5 miliardi di euro, un valore che si è triplicato in 10 anni, dal 2004 (quando valeva 550 milioni) al 2014, e per cui si prevede un tasso di crescita medio annuo del 13,8% a partire dal 2017. A guidare il settore, per il fatturato realizzato, ci sono le tecnologie per la connected car, seguite dai sistemi di controllo e gestione del traffico e dall’infomobilità.

La fotografia emerge dallo studio “Il mercato dei sistemi intelligenti di trasporto in Italia: quadro attuale e prospettive” condotto da TTS Italia, l’associazione che raggruppa i più importanti esponenti delle tecnologie nei trasporti, su un campione di 252 aziende, presentato oggi a Roma in un convegno patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

“Abbiamo aggiornato un’indagine che TTS Italia aveva condotto più di 10 anni fa – spiega Rossella Panero, Presidente di TTS Italia – e abbiamo delineato un settore sano, con dei ritmi di crescita interessanti, nel quale ogni dipendente genera circa 280mila euro di fatturato. Una grande opportunità per l’Italia che finalmente, anche grazie all’applicazione del Piano ITS e all’iniziativa Smart Road del Ministero dei Trasporti, sta cominciando a guardare con interesse alla smart mobility. Gli ITS (Intelligent Transport System) possono essere un valido strumento per la gestione della mobilità, ma anche un’opportunità di business e di crescita. Per un rapido sviluppo del sistema però mancano ancora alcuni passi fondamentali: in primis, il reperimento di risorse per la realizzazione di interventi ITS (la cosiddetta “cura del silicio”), lo sviluppo di linee guida generali per orientare i sistemi verso soluzioni aperte ed interoperabili, mentre un altro aspetto su cui lavorare e che inciderà sul mercato degli ITS nel medio periodo sarà il concetto di “Mobility-as-a-Service”, che vedrà l’auto inserita in un contesto integrato per soddisfare le esigenze di mobilità”.

Il 59,5% delle aziende del settore è situata al Nord, il 29% è al Centro e l’11,5% al Sud e nelle Isole. La maggior parte hanno dimensioni piccolissime (36,9%) e piccole (36,9%). Solo il 15,6% sono di medie dimensioni e il 10,7% grandi aziende. Quest’ultime (grandi e medie) però forniscono occupazione al 78,4% del personale ITS complessivo, che ha registrato un trend di crescita medio annuo del 13,4% tra il 2012 e il 2014, passando da 3.074 a 3.487 dipendenti. Si tratta di aziende con una grande vocazione verso gli scambi internazionali: il 48% delle aziende intervistate ha esportato prodotti e servizi all’estero e con una spiccata propensione verso la ricerca e l’innovazione: il 76% delle aziende ha investito in R&S, per un totale di circa 67 milioni di euro (pari al 6,9% del fatturato 2014).

Il fatturato complessivo delle aziende intervistate nel triennio 2012-2014 risulta essere 2,75 miliardi di euro, con una crescita del 5,7% dal 2012 al 2013 passando da 865,85 a 915,24 milioni di euro, e del 5,9% dal 2013 al 2014, con un valore al 2014 pari a 968,98 milioni di euro. Volendo fare, inoltre, un’estrapolazione di tali dati sull’intero comparto e facendo una stima prudente, si può ipotizzare un mercato ITS complessivo nel 2014 valutabile intorno ai 1,5 miliardi di euro. Un fatturato che si è dunque triplicato rispetto a quello del 2004, ove era stimato intorno ai 500-550 milioni di euro.

Sono le grandi aziende a fare la parte del gigante in termini di fatturato con il 54,2% del mercato (pari a 525,3 milioni di euro). Seguono le medie realtà con il 26,3% (254,5 milioni), mentre le piccole e piccolissime aziende coprono poco meno del 20% (il 15,9% delle piccole con 154,4 milioni di fatturato e 3,6% delle piccolissime con 34,8 milioni).

Tra le macroaree settoriali, sono i sistemi per la gestione dell’auto connessa ad ottenere il fatturato più alto (323,23 milioni di euro), seguiti dalla gestione del traffico (260,86 milioni), dall’infomobilità (136,04 milioni), dai sistemi di pagamento elettronico (134,61), dalla telematica per il trasporto merci (47,36 milioni), la gestione del trasporto pubblico locale (30,53 milioni) e infine, sistemi per il trasporto ferroviario (23,33 milioni), i nodi aeroportuali (8,2 milioni) e il trasporto marittimo (4,81 milioni).

Per quanto concerne, infine, le previsioni di breve (2017) e medio (2020) termine, le aziende intervistate confermano il trend crescente del mercato ITS rilevato nel triennio 2012-2014; in particolare per il 2017 si prevede un incremento medio annuo del 7% circa rispetto al 2014. I numeri al 2020 appaiono ancora più incoraggianti. Secondo gli intervistati, infatti, la diffusione su larga scala dei servizi eCall obbligatori per tutti i nuovi veicoli a partire dalla primavera del 2018, la diffusione dei sistemi di guida cooperativa, la disponibilità dei fondi del PON Metro per le città metropolitane e dei fondi POR, l’introduzione di nuove normative sulla bigliettazione elettronica, nonché il varo auspicato da tutti di politiche di attuazione del Piano ITS Nazionale specie sull’innovazione delle infrastrutture (iniziativa Smart Road) e sui sistemi di guida cooperativa, dovrebbero far crescere il mercato con un tasso medio annuo del 13,8% tra il 2017 e il 2020.

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