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Troppe antenne, la Cna sfida i Comuni col progetto “tetti puliti”

Partirà da Roma il progetto che punta a sostituire le vecchie strutture con totem centralizzati e connessi alla fibra ottica

15 Ott 2015

Andrea Frollà

Si chiama “Tetti Puliti” l’iniziativa lanciata dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa per dire addio alla miriade di antenne che occupano i tetti delle case italiane. L’obiettivo è sostituirle con antenne centralizzate connesse alla fibra ottica, veicolando così segnale televisivo, telefonia e connessione online.

L’iniziativa della Cna è indirizzata soprattutto ai Comuni, cui si chiede in sostanza di diventare gli attori principali di questo cambiamento in tandem con le aziende che si occupano di smaltimento dei rifiuti. La Confederazione propone che i Comuni concedano ai proprietari degli impianti d’antenna che aderiscano al progetto una riduzione della Tares e di altri contributi.

Domani giovedì 15 ottobre l’iniziativa sarà presentata a Bologna, mentre la sperimentazione di “Tetti Puliti” partirà a Roma, dove secondo il censimento Istat dei nuclei familiari gli utenti di servizi tlc tramite canale terrestre sono 700mila. In totale le antenne sui tetti della capitale, tra digitale e parabola, sono circa 1 milione e 700mila.

“È una grandissima opportunità che la fibra ottica consente- si legge in una nota di Cna Installazione e Impianti– Avremo impianti a norma di legge e un miglioramento tangibile del decoro urbano e quindi della bellezza delle nostre città”.

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