Trovare lavoro all'estero: i consigli per il 2015 - CorCom

IL VADEMECUM

Trovare lavoro all’estero: i consigli per il 2015

Come indirizzarsi sui siti di Eures e Europeanjobsday, oltre che su LinkedIn. Occhio anche a Monster e OverSeasJobs

16 Apr 2015

A.S.

La famigerata luce in fondo al tunnel della crisi economica si spegne o accende, periodicamente, con riferimento ai provvisori dati Istat sulla disoccupazione. Quelli resi noti oggi e relativi al mese di febbraio ci indicano che tale percorso è ancora lungo e gli effetti benefici del Jobs Act son ancora tutti da verificare nel medio-lungo periodo: è stato, infatti, registrato un nuovo incremento della disoccupazione (salita al 12.7%), dopo due mesi in cui si era avuta una sensibile diminuzione.

Se da tanto, troppo tempo siete in cerca di un’occupazione – e gli altalenanti dati Istat non aiutano di certo il vostro ottimismo – potrebbe maturare in voi la voglia di giocare le vostre carte altrove. L’errore più comune che si possa fare è quello di andare alla cieca, sprecando tempo, denaro ed opportunità.

Vediamo come è possibile concretizzare la vostra ambizione.


Il primo step consiste nell’individuare la meta verso cui indirizzarvi: è necessario studiare il mercato del lavoro estero e farsi un’idea precisa e realistica di dove e in che misura il vostro profilo possa venir richiesto. In termini concreti: qualora vi foste appena laureati in Medicina, secondo i dati, avrete più chance di trovare impiego in ambito medico in Australia, Gran Bretagna e Stati Uniti; se invece avete portato a termine un percorso di studi in ambito ingegneristico, i vostri profili risulteranno più appetibili e richiesti in Francia e Germania.

La Germania in particolare, risulta essere una nuova “terra promessa”, ricca di opportunità ed occasioni: non sono state poche, infatti, le offerte di lavoro provenienti da numerose aziende situate nel territorio tedesco nel 2015 e sono anzi in costante aggiornamento e aumento. Prendiamo ad esempio la realtà di Zalando: tale brand è nato a Berlino nel 2008 come piccola start up ed ha raggiunto negli ultimi anni una posizione di tutto rispetto nell’ambito del fashion retail europeo ed è tuttora in espansione e alla ricerca di nuove figure professionali al fine di ampliare il proprio team internazionale ed arricchire il valore del proprio marchio mediante la multietnicità dei propri dipendenti e la varietà delle loro competenze e, sulla stessa scia, troviamo Rocket Internet che ha bisogno di nuovi collaboratori per raggiungere l’obiettivo di diventare la più grande piattaforma internet se si escludono gli USA e la Cina.

Come è possibile, però, analizzare il mercato del lavoro oltre i nostri confini? Il metodo più semplice ed intuitivo è quello di visitare e monitorare i nuovi uffici di collocamento dell’era digitale, ovvero i portali più utilizzati dai datori di lavoro per le offerte d’impiego, tra i quali ricordiamo:

Eures, che promuove a livello europeo lo scambio interregionale e transfrontaliero di offerte e domande di lavoro (raccoglie circa 1,4 milioni di annunci);

Europeanjobsday, derivato da Eures, che, in più rispetto ad altri portali, rende nota una serie di imperdibili eventi e sessioni di reclutamento dislocati in tutta Europa;

– il Portale Europeo per i Giovani, che non solo si occupa di cultura e viaggi, ma fornisce anche informazioni su lavoro, imprenditorialità e tirocini;

– Monster, Linkedin, OverSeasJobs, che spaziano tra annunci a livello globale, per chi volesse rivolgersi oltre i confini del Vecchio Continente.

I portali come quelli appena menzionati non sono, ovviamente, l’unico modo per intercettare delle opportunità; l’esperienza diretta di amici o conoscenti, persino di utenti di forum o blogger, può essere decisiva per formare un quadro più completo delle condizioni economico-sociali di un determinato Paese. Non si sottovaluti il vecchio passaparola e le indicazione di contatti professionali da parte di chi un’esperienza all’estero già l’ha vissuta con successo.

Un errore frequente che si compie quando si cerca lavoro, in Italia o all’estero, è la mancanza di perseveranza e costanza. Non è sufficiente inoltrare la propria candidatura una tantum; è altresì necessario aggiornarla, iscriversi a newsletter, mailing list, job alert e a tutto quanto serva a restare costantemente aggiornati in tempo reale rispetto alle offerte di lavoro. Da non sottovalutare, inoltre, la sezione ‘lavora con noi’ delle aziende dalle dimensioni medio-grandi: essa consente candidature spontanee, anch’esse da rinnovare costantemente.

Una menzione a sé riguarda la lingua straniera. Gli italiani sono al penultimo posto per conoscenza dell’inglese: peggio di noi solo i francesi. L’insegnamento della lingua straniera nelle scuole italiane è ancora incentrato, come fa notare la responsabile di Ef Englishtown, sull’apprendimento delle regole grammaticali, la lettura e la scrittura di testi molto semplici; poco spazio è lasciato alla pratica orale e alla conversazione. Pertanto, bisogna colmare le lacune scolastiche con una totale immersione nella lingua: frequentare dei corsi, acquisire delle certificazioni universalmente valide, visionare i film in lingua originale, guardare i canali esteri sul satellite, leggere articoli giornalistici in lingua, dai più elementari a quelli specialistici. In tutto ciò, ovviamente, costituisce un valore aggiunto ma spesso decisivo, la conoscenza di una lingua asiatica, araba, spagnola e del tedesco.

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