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Trump alla prova della media policy

Netflix-Disney, AT&T-Time Warner, Comcast-Nbc. Il neo presidente alle prese con le grandi aggregazioni. La rubrica di Augusto Preta

16 Dic 2016

Augusto Preta, consulente strategico Ceo di ITMedia Consulting

C’è molta attesa e curiosità per conoscere le prime mosse del neo Presidente, Donald Trump in tema di media policy, un settore nel quale sia l’Europa, ma soprattutto gli Stati Uniti, stanno portando avanti processi di consolidamento molto rilevanti. Dopo Comcast, con l’acquisizione di NBC Universal e AT&T con quella di Direct TV, si è parlato molto di un’eventuale acquisizione di Netflix da parte di Disney fino ad arrivare all’ultimo e più consistente caso di merger AT&T-Time Warner del valore complessivo di oltre $85 miliardi.

A questo proposito Trump in campagna elettorale aveva affermato di essere contrario all’operazione. In generale si può immaginare che non tutte le affermazioni fatte in campagna elettorale trovino poi conferma nell’azione politica, come non è detto che l’Amministrazione si comporterà in tutti i casi allo stesso modo, seguendo probabilmente un approccio più realistico di valutazione caso per caso. Quel che è certo è che AT&T e Time Warner non hanno fatto in tempo a siglare il loro mega-accordo che subito molte voci preoccupate si sono levate. Va peraltro ricordato che oltre alla rilevanza dell’operazione, a differenza dell’acquisto di NBC Universal da parte di Comcast – che è diventato fino ad oggi il benchmark dei grandi accordi sulle acquisizioni di contenuti – in questo caso ci troviamo dinanzi a operazioni rilevanti anche sul territorio europeo, seppur è evidente che l’impatto sul territorio americano sarebbe enorme, unendo sotto lo stesso ombrello i contenuti a marchio Time Warner inclusi HBO, CNN, Turner Broadcasting e Warner Bros Hollywood studio, con la compagnia telefonica che, in quanto proprietaria di Direct TV, già detiene la base di abbonati pay-TV più grande al mondo.

Cosa potrebbe accadere ad esempio quando si tratterà di piazzare contenuti targati Warner Bros, che includono i diritti di Harry Potter, ai 100 milioni di abbonati alla Direct TV di AT&T? Anche su questo si stanno concentrando le valutazioni degli analisti e degli esperti del settore. Uno di questi, Rich Greenfield, analista di BITG, ha sottolineato che non c’è certezza che i prezzi si abbasseranno. La nuova entità potrebbe diminuire i costi di realizzazione di show e film appetibili. Anche in questo caso, resta da vedere se il risparmio arriverà anche ai consumatori. Greenfield ha osservato in tal senso che non ci sono prove che l’acquisizione della NBC da parte di Comcast abbia provocato un abbassamento dei prezzi.

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Al contrario, si è verificato un aumento generalizzato, sebbene Greenfiled faccia notare che non c’è modo di sapere se lo stesso accordo abbia contribuito a tale trend. Greenfield conclude dicendo che contrariamente alle preoccupazioni di tipo competitivo, potrebbero non esserci conseguenze drammatiche su quel versante, soprattutto perché dal punto di vista del business è certamente difficile intravedere dei chiari vantaggi da questa operazione.

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