LE NUOVE REGOLE

Trump sul piede di guerra: ordine esecutivo contro Twitter, Facebook e YouTube

Il presidente Usa all’attacco dei social network: la misura, che potrebbe essere approvata nelle prossime ore, renderebbe le piattaforme responsabili dei contenuti postati, stralciando le attuali “protezioni”. La Fcc chiamata a valutare la correttezza delle “moderazioni”

28 Mag 2020

Patrizia Licata

giornalista

Lo scontro TwitterDonald Trump si inasprisce e si allarga a includere Facebook, Google e tutte le aziende che gestiscono piattaforme social: il presidente degli Stati Uniti sarebbe pronto a firmare un ordine esecutivo che chiede la revisione di una legge che finora ha esentato i social media dalla responsabilità legale sui contenuti postati dagli utenti. Lo rivelano all’agenzia Reuters fonti vicine alla Casa Bianca.

Solo ieri Trump minacciava di chiudere i social dopo che Twitter aveva definito “potenzialmente fuorvianti” alcuni messaggi del presidente Usa. A sua volta Trump ha accusato la piattaforma di intromissione elettorale. Twitter ha messo in evidenza due dei tweet di Trump che affermavano che le votazioni per posta avrebbero portato a una diffusa frode degli elettori, invitando i suoi utenti a verificare. Il presidente ha replicato (non è la prima volta) che i social media mettono a tacere la voce dei Repubblicani e dei conservatori e danno maggiore risonanza a quella dei Democratici: avrebbero un “bias”, ovvero un pregiudizio, politico.

Via le “protezioni” sulle responsabilità dei social?

L’ordine esecutivo chiederebbe alla Federal communications commission (Fcc) di proporre nuove regole o modificare quelle esistenti all’interno della Sezione 230 del Communications decency act, una legge federale che di fatto esenta le piattaforme online dalla responsabilità legale sui materiali postati dai loro utenti. Se tali regole saranno modificate, le tech companies sarebbero maggiormente esposte a contenziosi e cause.

L’ordine esigerebbe in particolare dalla Fcc di esaminare se le azioni di editing dei contenuti da parte dei social media possano rende non più applicabile per queste aziende la Sezione 230 del Communications decency act con le relative protezioni. La Fcc dovrebbe dunque valutare se un social media usa metodi “ingannevoli” per moderare i contenuti (indirizzandoli a favore delle proprie posizioni politiche, secondo la visione di Trump) e se le sue policy non sono coerenti con le condizioni di utilizzo del servizio.

Uno strumento di denuncia contro la “malafede” delle tech co.

L’ordine esecutivo includerebbe un nuovo strumento a favore del controllo dei cittadini sulla censura online che, secondo Trump, le tech companies applicano ai contenuti postati per orientarli a favore dei Democratici e contro il presidente e i conservatori. La misura sarebbe in via di definizione da parte dell’Ufficio per le strategie digitali della Casa Bianca e istituirebbero uno strumento chiamato White House Tech bias reporting tool, che raccoglierà le denunce sulla censura online e le indirizzerà al dipartimento di Giustizia e alla Federal trade commission (Ftc) per verifica.

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Se saranno individuati comportamenti potenzialmente illeciti, la Ftc potrà considerare di agire o valutando se ci sono violazioni della legge oppure redigendo un report che descrive le denunce e che sarà reso disponibile al pubblico.

Monitoraggio anche sulle interazioni degli utenti

Infine, l’ordine esecutivo richiederebbe al Procuratore generale federale di creare un gruppo di lavoro che include i procuratori generali statali e sarà incaricato di vigilare sul rispetto delle leggi dei vari Stati Usa che proibiscono alle piattaforme online di agire in modo sleale e ingannevole. Il gruppo di lavoro controllerà anche gli utenti in base alle loro interazioni con i contenuti postati o con gli altri utenti.

Sarà rivista anche la spesa federale sulla pubblicità online per assicurare che le piattaforme su cui il governo investe non applichino restrizioni alla libertà  di parola.

L‘ordine esecutivo è per  ora una bozza. La versione definitiva potrebbe variare, ma, secondo i media Usa, l’ordine del presidente Trump arriverà entro la fine della settimana.

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