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Turismo, in Italia impennata del booking online

Il giro d’affari intermediato via Internet ha già raggiunto i 4,2 miliardi, pari al 18% del totale. Attesa una crescita di ulteriori due punti percentuali di qui al 2013

02 Dic 2011

Nel 2011, il mercato turistico italiano totale ha raggiunto il
valore di 18,4 miliardi di euro, il 18% dei quali, pari a 4,2
miliardi di euro è stato intermediato online. Nel 2013, le
proiezioni indicano un valore totale di 19,6 miliardi di euro, la
cui componente online sarà di 4,8 miliardi, pari al 20% del
mercato.

Questi i dati che emergono dall’Italian Travel Overview Report
2011, ricerca condotta da PhoCusWright, istituto di ricerca nel
settore del turismo e dell’ospitalità, e presentata oggi in
anteprima esclusiva alla Stazione Leopolda di Firenze, in apertura
di Buy Tourism Online 2011, l’evento di riferimento per il mondo
digitale del turismo.

Florence Kaci, Direttrice Commerciale Emea e Specialista del
Mercato Europeo di PhoCusWright ha messo in luce i trend italiani
ed europei comparati a quelli di mercati più maturi: se negli Usa
la quota di mercato turistico, per leisure e business, organizzato
direttamente via web dagli utenti è pari al 39% del totale,
l’Europa si attesta al 36%, staccando Asia e America
rispettivamente a 24% e 21%, ma con tassi di crescita più
dinamici.

In ambito Europeo, l’Italia è ancora sotto media, dal punto di
vista della penetrazione del mercato, totalizzando un valore che
sfiora il 20% rispetto ad una media europea del 35%, segno evidente
che il margine di espansione è molto elevato.

La chiave dello sviluppo italiano, secondo PhoCusWright, è il
mobile, grazie all’enorme diffusione di cellulari e smartphone
nel nostro paese, che aumenta progressivamente tra i business
frequent travellers, tanto che ben il 75% di coloro che fanno più
di 5 viaggi di lavoro all’anno utilizza assiduamente uno
smartphone per attività legate al travel (mappe, ricerca
ristoranti e hotel, voli e trasporti, ecc).

Gli hotel e operatori turistici italiani che vogliono cogliere la
leva dello sviluppo, quindi, devono rapidamente ripensare la loro
web strategy, trasformandola il prima possibile in mobile strategy
e adattando tutti gli strumenti e i servizi al nuovo tipo di
“engagement” che lo smartphone permette.

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