Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Turismo, mobilità, acque. Pisa diventa una “smart town” Ibm

Siglata oggi la partnership tecnologica per l’innovazione della città toscana

16 Mar 2010

Turismo e beni culturali, mobilità urbana, flussi delle acque.
Sono i tre fronti su cui Pisa si prepara a diventare una delle
“Smarter Town” Ibm: tecnologia “smart”, intelligente, al
servizio del cittadino. Con la firma dell’accordo strategico
siglato oggi a Pisa tra il sindaco, Marco Filippeschi, e il
presidente e Ad di Ibm Italia Nicola Ciniero, prende ufficialmente
il via la partnership tecnologica che porta il Comune toscano ad
abbracciare il progetto Ibm che punta a una svolta nei sistemi e
processi che forniscono i servizi.

"L’iniziativa intrapresa con la città di Pisa – dichiara
Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia
– è una tappa importante di una strategia che mira a sostenere lo
sviluppo delle aree urbanizzate, tenendo ben presenti le esigenze
espresse dai cittadini e la loro domanda in fatto di 'qualità
della vita'. Le tecnologie oggi disponibilli hanno in sé
grandi potenzialità: ma occorre applicarle, e farle dialogare
secondo un disegno intelligente. In una visione di questo tipo, da
noi definita Smarter Town, l'informatica e l'esperienza in
fatto di innovazione giocano il ruolo principale".

Attraverso i lavori di un comitato congiunto per l'Innovazione,
nel corso dei prossimi mesi Pisa avrà modo di ottimizzare il
proprio modello di integrazione dei servizi, già tra i più
avanzati in Europa, ampliandoli ad altri settori della vita
amministrativa cittadina.

L’accordo prevede di estendere la partecipazione al tavolo
d’innovazione anche ai diversi attori presenti sul territorio,
come le Università, i Centri di ricerca e le Associazioni di
rappresentanza delle imprese.

"Abbiamo accolto una disponibilità preziosa di Ibm alla
collaborazione e siamo la prima città toscana a farlo. Vogliamo
cogliere le nuove opportunità tecnologiche del digitale e dei
sistemi Ict per una città più verde ed efficiente, per servizi ai
cittadini accessibili e efficaci – dichiara il Sindaco Marco
Filippeschi -. Ci interessa facilitare la vita quotidiana per chi
vive a Pisa e per chi visita la città. La partnership con grandi
aziende come Ibm serve ad aprire prospettive nuove, per capire con
prontezza cosa accade di nuovo nel mondo, per fare di Pisa un
laboratorio di sperimentazioni e poi, a regime, di servizi
avanzati. Ciò partecipando a progetti, attraendo investimenti
pubblici e privati, generando crescita, anche a favore degli attori
dell’innovazione già presenti sul nostro territorio. Nella
provincia di Pisa sono infatti presenti oltre 1.000 aziende
hi-tech, 460 delle quali operano nel settore Ict; esse
rappresentano una parte essenziale del valore aggiunto della nostra
città, e costituiscono l’indotto ideale, ed il terreno più
fertile, per far da supporto allo sviluppo di un progetto che
intende mettere a punto tecnologie innovative a servizio delle
città".

Il Comune di Pisa ha scelto di indirizzare per primi i settori del
turismo e dei beni culturali, della mobilità urbana e
dell’ottimizzazione dei flussi delle acque.
Obiettivo della città è la valorizzazione e la promozione del
territorio nel rispetto delle esigenze di chi lo vive
quotidianamente. Grazie, infatti, al suo patrimonio culturale, alla
prestigiosa presenza universitaria, all’eccellenza del suo
complesso ospedaliero, al fiorente sistema
economico-imprenditoriale ed alla sua posizione territoriale, che
la pone al centro di uno snodo nevralgico per i trasporti
nazionali, Pisa accoglie ed ospita ogni giorno più di 160.000
persone, il doppio dei suoi cittadini residenti.

Sono già numerose le città che hanno aderito alla “vision”
smart di Ibm, sia in Italia sia all’estero. A Stoccolma, per
esempio, spiega Ibm, il nuovo sistema di interconnessione dei
pedaggi, basato sulla regolazione dei flussi di veicoli in ingresso
e in uscita, ha fatto diminuire del 20% il traffico nel centro
cittadino, ridotto del 12% le emissioni nocive e spinto i cittadini
a un uso più ampio dei mezzi pubblici. Londra ne ha seguito le
tracce.

A Singapore invece le centrali che controllano la viabilità
ricevono dati in tempo reale grazie a un sistema di sensori
intelligenti mentre a Kyoto chi deve pianificare lo sviluppo della
rete viaria può avvalersi di simulazioni di traffico su vasta
scala per analizzarne l'impatto sulla città.