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Tv locali a Gentiloni: “Sblocchi i fondi per il settore”

Lettera aperta al premier firmata da Giunco presidente di Confindustria Radio Tv e dai sindacati di categoria: “Sopravvivenza a rischio”

09 Mar 2017

Le Tv locali lanciano l’allarme: ferma da luglio al Consiglio dei ministri l’approvazione del regolamento per i contributi al settore. Si tratta della riforma attraverso l’introduzione di alcune disposizioni previste dalla legge di stabilità 2016 e dalla legge di riforma dell’editoria. Una situazione che rischia di gettare le “Pmi” dell’emittenza in una “situazione di particolare criticità”. E’ il senso della lettera aperta firmata dal presidente dell’associazione tv locali di Confindustria Radio Tv, Maurizio Giunco, e dalle organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

La situazione, scrivono, “è assolutamente inaccettabile e mette in pericolo la sopravvivenza di molte aziende e il posto di lavoro di migliaia di dipendenti, oltretutto in un quadro d’inadeguatezza degli ammortizzatori sociali”. Il regolamento – si legge nella lettera – “risulta essere stato licenziato dal ministero dello Sviluppo Economico ma da mesi è fermo in attesa di essere esaminato ed approvato dal Consiglio dei Ministri”.

Nel frattempo il “ritardo sta creando enormi sofferenze economiche alle imprese: a molte emittenti, già penalizzate dalla crisi economica, sono state tolte le frequenze della banda 800MHz a favore della telefonia mobile; altre hanno subito l’ulteriore sottrazione delle frequenze cosiddette ‘interferenti’ con gli stati esteri confinanti e sono gia’ fallite o in procinto di portare i libri in tribunale. A tutt’oggi le emittenti televisive locali, oltre a non conoscere le risorse relative agli anni 2016 e 2017 che, sulla base delle linee guida emanate dal Mise in occasione della consultazione pubblica sul nuovo regolamento, dovrebbero ricevere entro il 30 giugno dell’anno in corso (150 giorni dalla pubblicazione del bando) sono ancora in attesa di ricevere i contributi pregressi dell’anno 2015 (che avrebbero dovuto essere pagati nel giugno 2016)”.

Di qui la richiesta al premier di un “intervento per giungere al più presto ad una soluzione della problematica”, per “garantire quanto prima la stabilizzazione delle misure di sostegno e tempi certi per l’assegnazione dei contributi”.

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