L'OPERAZIONE

Twitter, Elon Musk si prende il 9,2% ed entra nel Cda. Cosa bolle in pentola?

Il ceo di Telsa e Space X a pochi giorni dal j’accuse sulla reale libertà di espressione attraverso il social ne diventa il principale azionista. La quota vale quasi 3 miliardi. Accordo per non superare il 14,9%. Quali obiettivi dietro la mossa? Intanto parte il primo sondaggio per verificare quanti utenti vorrebbero avere la possibilità di modificare i propri tweet

05 Apr 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

musk

Elon Musk diventa il principale azionista di Twitter. Secondo quanto emerso dalle comunicazioni Sec il numero uno di Tesla e di Space X possiede 73.486.938 azioni corrispondenti ad una quota del 9,2% per un controvalore di 2,89 miliardi di dollari. Una mossa a sorpresa che segue di pochi giorni l’attacco alla piattaforma accusata di minare addirittura la democrazia definita “una pubblica piazza in cui vige il mancato rispetto dei principi della libertà di parola”: attraverso una serie di sondaggi Musk – che vanta su Twitter oltre 80 milioni di follower – ha invitato i titolari degli account a esprimersi in merito alla “soddisfazione” sull’uso del social. “Le conseguenze di questo sondaggio saranno importanti. Per favore votate con attenzione”, twittava appena qualche giorno fa.

La notizia ha fatto balzare il titolo di Twitter che ha guadagnato il 26,5%, la migliore performance sullo S&P 500. E a poche ore dall’annuncio Musk ha già postato un Tweet-sondaggio che svela quale potrebbe il primo obiettivo: “Do you want an edit button?”, ossia per verificare quanti utenti vorrebbero poter effettare modifiche ai propri tweet, funzionalità ad oggi non possibile.

Stando ai primi commenti a caldo degli analisti Musk potrebbe avere ambizioni ben maggiori e la salita alla soglia del 10% potrebbe rappresentare un primo step addirittura verso l’acquisizione del micro-blogging o una quota di maggioranza, anche se la quota acquisita finora risulta passiva. “Musk sarà un investitore attivo e costringerà Twitter a cambiamenti“, affermano alcuni osservatori convinti che “in un modo o in un altro Musk cambierà la società”. Twitter fa sapere intanto in una nota di aver raggiunto un accordo con il patron di Tesla affinché non superi la quota del 14,9% della società”.

Il rapporto di Musk con Twitter è stato a dir poco controverso nel corso degli anni e addirittura fu proprio un tweet a costargli caro: era il 7 agosto del 2018, quando Musk twittava di essere disponibile a finanziare l’acquisizione di Tesla a un prezzo di 420 dollari per azione con un finanziamento “garantito”. Tweet che fece volare il titolo e che scatenò due denunce di aggiotaggio da parte di investitori al Tribunale federale di San Francisco contro il manager e l’azienda accusate di aver violato le leggi federali comunicando false informazioni.

Successivamente nel 2020 Musk si disse fortemente contrario al cambio al vertice in Twitter: quando Parag Agrawal fu nominato amministratore delegato Musk addirittura postò una foto ritoccata del manager in cui lo paragonava a Stalin, alludendo alla possibilità che avesse fatto fuori il fondatore Jack Dorsey come Stalin aveva fatto fuori Nikolai Yezhov. Ma a seguito dell’acquisizione della maxi quota da parte di Musk proprio il ceo di Twitter, Parag Agrawal, ha scritto che Musk “porterà un valore aggiunto al nostro Board. È sia un appassionato sostenitore, sia un ardente critico del servizio ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno”

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