IL MESSAGGIO

Twitter, il rimpianto di Dorsey: “Non è quello che avevo immaginato”

Il fondatore del social media: “La piattaforma non dovrebbe avere ‘padroni’, ma essere un protocollo decentralizzato che funzioni come le e-mail”

26 Ago 2022

Paolo Marelli

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La confessione è affidata a un tweet: “Il mio più grande rimpianto è che Twitter sia diventato un’azienda”, ha confidato Jack Dorsey, fondatore ed ex Ceo della piattaforma di notizie e microblogging rispondendo a una domanda se il social network sia oggi come se l’era immaginato all’inizio.

Una rivelazione che arriva mentre infuria la battaglia legale fra Twitter e Elon Musk, dopo che il miliardario ha fatto dietrofront sull’acquisizione da 44 miliardi di dollari della piattaforma social, motivando il proprio passo indietro per la scarsa trasparenza nel conteggio degli account falsi e spam. Una controversia sulla quale è appena scesa in campo anche la Sec (Securities and Exchange Commission).

Un protocollo che funzioni come la posta elettronica

Dorsey, che potrebbe incassare 978 milioni di dollari se Elon Musk comprerà Twitter, ha spiegato che il social network che lui ha creato (insieme a Biz Stone, Evan Williams, Noah Glass) nel 2006 non dovrebbe avere “padroni”: né Stati né aziende. Come aveva già anticipato nel suo thread di Twitter lo scorso 26 aprile, nessuno dovrebbe possedere e gestire la piattaforma, la quale dovrebbe essere decentralizzata e flessibile.

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Ora Dorsey ribadisce che Twitter dovrebbe essere un protocollo e funzionare in modo simile alle email, le quali non sono controllate da nessun ente e le persone sono in grado di comunicare tra loro, utilizzando diversi provider di posta elettronica.

Twitter è invischiato in molteplici battaglie legali

Dorsey ha twittato il suo rimpianto, mentre si arricchisce di nuovi colpi di scena il braccio di ferro legale fra Twitter e Elon Musk. La società, che ha citato in giudizio il miliardario dopo aver fatto marcia inditro sull’accordo da 44 miliardi di dollari per l’acquisto della piattaforma, è finita nel mirino della Sec. La Securities and Exchange Commission ha indagato Twitter, chiedendo chiarimenti al suo attuale Ceo Parag Agrawal in merito al metodo di conteggio degli account falsi e di quelli spam. Proprio la spinosa questione dietro la rinuncia di Musk.

Intanto il Senato americano ha convocato l’ex responsabile della sicurezza di Twitter, Peiter Zatko, che in un dossier di 84 pagine aveva denunciato alle autorità gravi falle di sicurezza del social network. Zatko testimonierà di fronte a una commissione del Senato il prossimo settembre: una deposizione che potrebbe favorire Musk.

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