IL CASO

Twitter, Jack Dorsey si dimette. Parag Agrawal nuovo ceo

Il manager lascerà anche il cda a maggio 2022 dopo 16 anni. Ecco chi è il manager indiano che guiderà il gigante tecnologico

29 Nov 2021

F. Me

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Cambio al vertice di Twitter. Jack Dorsey si dimette da ceo, al suo posto Parag Agrawal.

Jack Dorsey, 45 anni, lascerà il cda a maggio 2022 dopo 16 anni. Sedici anni di alti e bassi. Nel 2008, infatti, Dorsey era stato già allontanato dalla direzione generale del gruppo dal Cda che contestava la sua gestione del gruppo. Nel 2015 era tornato a guidare l’azienda riportando nel 2018 la società di San Francisco alla redditività. Ma nonostante i risultati ottenuti, la gestione di Dorsey era tornata ad essere criticata per la sua difficoltà a monetizzare l’audience e per la sua gestione ‘part time’ di Twitter e di Square, l’azienda di servizi finanziari che ha fondato nel 2009. Già l’anno scorso il fondo Elliott, azionista di Twitter, sostenendo che Dorsey non stava consacrando abbastanza tempo alle due società aveva provato a far sostituire Dorsey alla guida del gruppo. Nato a Saint Louis in Missouri e di origini italiane, Jack Dorsey ha frequentato l’Università di New York.

Il fondatore di Twitter si è sempre vantato per la sua decisione di aver lasciato due volta l’università, una prima volta a Saint Louis, la seconda volta alla Nyu. Negli ultimi sedici anni è stato capace di rivoluzionare il settore della comunicazione e del pagamento elettronico. E’ diventato miliardario nel 2013 con l’introduzione in borsa di twitter: il patrimonio di quello che è probabilmente il più atipico ed eccentrico miliardario della Silicon Valley è stimato intorno ai 12,9 miliardi di dollari. Nel 2020 Twitter è stato la prima, tra le aziende che operano nei social media, a censurare l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump contestando le sue fake news riguardo all’esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Il 6 gennaio dopo gli incidenti a Capitol Hill Twitter ha sospeso l’account di Trump prima di essere definitivamente bandito l’8 gennaio.

Chi il nuovo ceo Parag Agrawal

Argrawal è solo l’ultimo talento di origine indiana a ritrovarsi alla guida di un gigante tecnologico statunitense. A differenza del suo predecessore, il co-fondatore della piattaforma di micro-blogging Jack Dorsey, Agrawal ha goduto fino a ieri di un ruolo di profilo molto più di basso in azienda: basti pensare che può contare su appena 24.000 follower, rispetto ai quasi sei milioni di Dorsey. Agrawal è anche l’ultima star nata in India scelta per dirigere un’importante azienda tecnologica con sede negli Stati Uniti, dopo nomi del calibro di Sundar Pichai, ceo di Alphabet, e Satya Nadella, ceo di Microsoft.

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 I rumors sulle dimissioni

Cnbc e Reuters hanno rivekato per prime le intenzioni di Dorsey di dimettersi. La notizia ha provocato ieri un rally in Borsa del titolo di Twitter che prima ha fatto segnare un +11% e poi è stato sospeso.

L’azionista Elliott Management aveva cercato di sostituire Dorsey come ceo nel 2020 ma poi si era trovato un accordo. Il fondo capitanato da Paul Singer non apprezzava il fatto che Dorsey guidasse due società quotate in Borsa e aveva spinto perché ne lasciasse una.

Il nuovp ceo dovrà soddisfare gli obiettivi aggressivi che la società si è data:  315 milioni di utenti attivi giornalieri monetizzabili entro la fine del 2023 e a raddoppiare le sue entrate annuali.

Nel terzo trimestre i ricavi di Twitter sono aumentati del 37% su base annua a 1,28 miliardi. Il portale di microblogging ha lavorato per aggiungere nuove funzionalità, come le chat room audio per attirare gli utenti, e ha anche implementato miglioramenti alle sue capacità pubblicitarie per raggiungere il suo obiettivo di raddoppiare le entrate annuali entro il 2023. Le revenue sul fronte dell’advertising sono dunque state di 1,14 miliardi di dollari durante il trimestre conclusosi il 30 settembre, in linea con le stime di mercato.

Twitter ha inoltre affermato che gli utenti attivi giornalieri monetizzabili, il suo termine per gli utenti a cui vengono serviti annunci, sono stati 211 milioni durante il terzo trimestre, mancando le stime degli analisti pari a 212,6 milioni. Mentre la piattaforma ha aumentato il numero di utenti al di fuori degli Stati Uniti di cinque milioni rispetto al trimestre precedente, la sua base negli Stati Uniti è rimasta sostanzialmente la stessa.

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