L'OPERAZIONE DA 44 MILIARDI

Twitter, Musk rilancia ancora e chiama in causa anche Dorsey

Dopo aver citato in giudizio una serie di ex manager è la volta del fondatore ed ex ceo del social network al quale è stata richiesta la documentazione in relazione all’impatto degli account falsi nelle operazioni aziendali. Intanto l’ex capo della Security accusa: “Violati gli accordi con la Federal Trade Commission sugli standard di sicurezza”

23 Ago 2022

Domenico Aliperto

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Elon Musk chiede la comparizione del fondatore ed ex amministratore delegato di Twitter Jack Dorsey nella sua battaglia legale contro la società che gestisce la piattaforma di social media. La citazione, l’ennesima nella battaglia legale sull’accordo sfumato per l’acquisizione da 44 miliardi di dollari, si va ad aggiungere a quelle già depositate per chiedere la presenza di Kayvon Beykpour e Brice Falck, ex manager del prodotto. Senza contare quelle di Integral Ad Science e DoubleVerify, specialisti del digital advertising che utilizzano i data analytics per verificare in modo indipendente che gli annunci online siano visualizzati da persone reali.

La richiesta dei legali di Musk

Più nello specifico, i legali di Musk hanno notificato a Dorsey un’ingiunzione a fornire tutta una serie di file, inclusi “documenti e comunicazioni riferiti o relativi all’impatto e all’effetto degli account falsi nelle operazioni aziendali di Twitter“. Secondo quanto è stato reso pubblico, a Dorsey è stato ordinato di fornire a Musk anche qualsiasi documento o comunicazione relativa all’accordo di acquisizione effettuato ad aprile, nonché qualsiasi informazione sugli account falsi o il calcolo degli utenti attivi. Sono in pratica richieste tutte le informazioni disponibili su questi argomenti a partire da gennaio 2019.

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Il ruolo di Dorsey nell’affaire

Dorsey si è dimesso dalla carica di amministratore delegato di Twitter a novembre e ora è Ceo del gruppo specializzato nelle soluzioni di processamento dei pagamenti Block. Il manager aveva sostenuto l’offerta di acquisto di Musk, col quale concordava sulla necessità di rendere l’algoritmo più trasparente, consentendo agli utenti un maggiore controllo sui contenuti che vedono. Dorsey ha anche dichiarato che crede che la crescita di Twitter sia frenata dall’attuale modello basato sulla pubblicità, sostenendo la tesi di Musk secondo la quale la piattaforma dovrebbe fare più leva sulle quote di abbonamento e sui servizi innovativi, a partire dal trasferimento di denaro tra utenti.

Il caso “sicurezza”

Intanto l’ex responsabile della sicurezza di Twitter, Peiter “Mudge” Zatko, ha accusato l’azienda di violare gli accordi presi con la Federal Trade Commission per il mantenimento di elevati standard di sicurezza. Lo rivela il Washington Post, che ha letto il documento presentato da Zatko alla Sec: secondo il quotidiano, i contenuti della denuncia potrebbero avere ripercussioni sulle stime finanziarie e legali del gruppo e sulla vertenza che oppone il social network a Elon Musk. Il fondatore di Tesla sta cercando di evitare l’acquisto di Twitter, per il quale servirebbero 44 miliardi, sostenendo di essere stato ingannato, come gli azionisti, dalla società.

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