L'OPERAZIONE DA 44 MILIARDI

Twitter, non tornano i conti sugli account fake: indaga la Sec

La Securities and Exchange Commission punta ad approfondire il metodo di conteggio dei profili falsi e chiede chiarimenti all’azienda. Intanto il Senato americano convoca l’ex responsabile della sicurezza Peiter Zatko a seguito delle rivelazioni sulle falle di sicurezza del social network

25 Ago 2022

Domenico Aliperto

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La Sec ha chiesto a Twitter chiarimenti sul suo metodo di conteggio degli account falsi e di quelli spam. La richiesta è stata presentata a metà giugno con una lettera il cui contenuto è stato divulgato solo nelle ultime ore. Quella degli account falsi è una questione centrale nella battaglia legale tra Twitter ed Elon Musk, che ha rinunciato all’acquisizione da 44 miliardi di dollari della piattaforma social proprio adducendo come motivazione la scarsa trasparenza della piattaforma nel loro calcolo. Twitter ha risposto di aver già presentato una spiegazione adeguata della sua metodologia, sostenendo che nell’esercizio fiscale 2021 gli account falsi sono stati meno del 5% degli utenti attivi monetizzatili (mDau).

La lettera inviata al Ceo Agrawal

Nella missiva inviata al Ceo di Twitter Parag Agrawal il 15 giugno, l’autorità statunitense ha anche chiesto alla società chiarimenti sul modo in cui Twitter è riuscita a scoprire un errore nel calcolo degli utenti attivi monetizzatili presente nel sistema dal 2019. Il gruppo ha infatti rivelato l’errore solo quest’anno, affermando di aver precedentemente sopravvalutato la cifra.

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In una lettera del 22 giugno, l’avvocato di Twitter di Wilson Sonsini ha risposto alle domande della Sec, affermando che le persone esaminano manualmente migliaia di account scelti a caso tra quelli che figurano come mDau. Ai revisori viene fornita una serie di regole che definiscono lo spam o la manipolazione della piattaforma e un account viene contrassegnato come spam o falso se viola almeno una di queste regole.

La società ha anche spiegato perché non riteneva che ci fosse una debolezza materiale nei suoi controlli interni di rendicontazione finanziaria affermando che i data scientist dell’azienda hanno individuato il dato sovrastimato nel 2022 mentre studiavano potenziali nuove funzionalità del prodotto per conti secondari. Twitter ha affermato di aver scoperto che quando gli utenti avevano account separati collegati tra loro, il suo sistema conteggiava tutti gli account collegati come mDau, anche se solo l’account principale era attivo in quel periodo. Il dato sovrastimato non avrebbe comunque influito su altre metriche o sui rendiconti finanziari rappresentando “meno dell’uno per cento di mDau per ciascuno dei trimestri fiscali, dal quarto del 2020 al quarto del 2021″.

Il 27 luglio la Sec ha scritto di nuovo ad Agrawal annunciando di aver completato la revisione dei documenti di Twitter ricordando che “l’azienda e la sua direzione sono responsabili dell’accuratezza e dell’adeguatezza delle loro divulgazioni”.

Continua la battaglia legale. E Zatko riferirà in Senato

Intanto, i legali di Elon Musk ribadiscono che Twitter ha fatto muro di fronte alle richieste dei dati sui bot. “Non ci forniscono i dati necessari e questo ci mette in una posizione di svantaggio”, ha affermato Alex Sprio, avvocato di Musk, davanti al tribunale del Delaware durante un’udienza dedicata alla richiesta del magnate di individuare i dipendenti di Twitter responsabili del conteggio degli account spam o robot sulla piattaforma. Un’informazione che Twitter non ha voluto fornire. “Questo ci mette come potenziali acquirenti in una posizione di svantaggio”, ha sottolineato Sprio.

La battaglia legale però si arricchisce di un ulteriore elemento che potrebbe favorire proprio la parte di Musk. Peiter Zatko, l’ex hacker ed ex responsabile della security di Twitter che ha denunciato alle autorità gravi falle di sicurezza nei sistemi e nelle pratiche della società, testimonierà di fronte a una commissione del Senato federale il prossimo settembre.

Come riportato dal Washington Post, Zatko ha presentato un documento di 84 pagine in cui si afferma che dirigenti di Twitter hanno tentato di insabbiare le vulnerabilità dei sistemi di sicurezza, incluso il fatto che oltre la metà dei server aziendali utilizzano software obsoleti. Zatko sostiene inoltre che Twitter conceda a un numero eccessivo di dipendenti l’autorizzazione di accesso a dati sensibili e riservati, con ampie falle di sicurezza che potrebbero essere sfruttate per lo spionaggio, l’hacking, la manipolazione elettorale e campagne di disinformazione.

Il presidente della commissione Giustizia del Senato, Dick Durbin, ha dichiarato ieri che “le accuse sollevate da Zatko in merito a vaste falle di sicurezza e interferenze da parte di attori stranieri a Twitter suscitano serie preoccupazioni. Se queste affermazioni fossero accurate, potrebbero implicare pericolosi rischi per la privacy e la sicurezza per gli utenti di Twitter in tutto il mondo”, si legge in una nota.

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