L'OPERAZIONE DA 44 MILIARDI

Twitter, colpo di scena. Musk sospende l’accordo

Il tweet del fondatore di Tesla e SpaceX: “In attesa di verificare che gli account di spam o fake siano meno del 5% degli utenti”. Titolo in picchiata nonostante le rassicurazioni: “Resto impegnato in acquisizione”. La compagnia annuncia una serie di misure per tagliare i costi. Lasciano due top manager

13 Mag 2022

A. S.

Colpo di scena sulla cessione di Twitter a Elon Musk per 44 miliardi di dollari. Ad annunciarlo è lo stesso tycoon sudafricano in un tweet, in cui afferma che l’accordo per rilevare il social network “è temporaneamente sospeso in attesa di dettagli che supportino il calcolo che gli account di spam/fake rappresentino meno del 5% degli utenti”. La presa di posizione di Musk ha avuto immediatamente ripercussioni pesanti sul mercato azionario, nonostante Musk abbia poi tentato di rassicurare gli investitori, scrivendo in un tweet successivo: “Resto ancora impegnato all’acquisizione”. Il titolo nel pre-market è arrivato a crollare del 21%, per poi risalire al -11%, mentre Tesla è andata in terreno positivo con un +5%. Al centro della controversia c’è un documento pubblicato nei giorni scorsi da Twitter, in cui la società afferma: “La media di account falsi o di spam durante il primo trimestre del 2022 ha rappresentato meno del 5% dei nostri utenti attivi giornalieri mensili”.

Mercati in attesa di chiarezza su deal

L’iniziale momento di euforia dei mercati ha iniziano a lasciare il passo alle preoccupazioni, con il timore, negli investitori, che qualcosa possa andare storto nel passaggio di Twitter a Elon Musk. Il titolo ne ha risentito in borsa, tanto che il suo valore attuale, che si aggira attorno ai 46 dollari, è ben inferiore ai 54 dollari e 20 centesimi ad azione sui quali il fondatore di Tesla e SpaceX si è assestato nell’accordo per l’acquisizione. La società, in altri termini, varrebbe nove miliardi di dollari in meno rispetto a quanto è stata valutata al momento in cui è stato firmato l’accordo per la cessione.

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Secondo Mark Mahaney, analista di Evercore Isi, la fluttuazione sarebbe dovuta al fatto che il mercato “inizia ad avere qualche dubbio sul fatto che il passaggio possa concludersi con successo a causa di vincoli regolatori. E per un tycoon che mira a conquistare Twitter c’è un altro protagonista della storia del social, il fondatore Jack Dorsey, che lascia intendere come sia rimasto “scottato” dalla sua avventura alla guida della società. Rispondendo con un tweet allo youtuber Wild Charles, che ipotizzava un suo possibile ritorno alla guida di Twitter con l’era Musk, Dorsey ha risposto lapidario: “Non sarò mai più amministratore delegato”.

Il social vara un periodo di austerity

Al di là del momento di difficoltà in Borsa, in ogni caso, Twitter ha deciso proprio in questi giorni, in attesa del cambio di proprietà, di varare una serie di misure con l’obiettivo di contenere i costi: si parte dal blocco delle assunzioni, con la decisione di non sostituire per il momento le persone che abbandonano l’azienda, per arrivare a una serie più dettagliata di ridurre le spese, mentre due dirigenti apicali abbandonano la nave. Si tratta di Kayvon Beykpour, direttore per i consumatori, licenziato direttamente dal Ceo Parag Agrawal, e Bruce Falck, a capo del prodotto. A svolgere le mansioni di entrambi sarà Jay Sullivan, recentemente arrivato da Facebook, che aveva finora ricoperto la carica di vicepresidente di prodotto.

I problemi da risolvere

Il mercato attende intanto di conoscere come sarà il nuovo corso dell’azienda, e come la gestione Musk riuscirà a risolvere i problemi finora evidenziati da Twitter, che dal punto di vista finanziario consistono essenzialmente in una crescita giudica troppo lenta rispetto alle performance degli altri social, a partire da quelli della galassia Meta. Dal canto suo Elon Musk ha già annunciato qualche novità dal punto di vista “editoriale”, spiegando che vuole rendere più flessibili le politiche di moderazione dei contenuti, puntando a dare una spinta decisa ai ricavi grazie anche a una serie di innovazioni

L’indagine della Sec su Elon Musk

A motivare l’indagine che la Sec statunitense avrebbe aperto nei confronti di Elon Musk ci sarebbe, secondo le indiscrezioni pubblicate dalla stampa americana, il fatto che il tycoon avrebbe dato comunicazione in ritardo dell’aver superato la quota del 5% nell’azionariato del social. I dieci giorni di ritardo che gli si imputano in questa comunicazione gli avrebbero consentito di risparmiare approssimativamente, sottolinea la stampa Usa, 100 milioni di dollari.

Il “caso Agrawal” all’assemblea degli azionisti

Tra i problemi che il ceo di Twitter dovrà affrontare con la prossima assemblea dei soci del social, in calendario per la fine del mese, c’è anche la possibile discussione sul compenso del numero uno dell’azienda, che ammonta a 30,4 milioni di dollari l’anno. Si teme che la cifra possa suscitare il malcontento degli investitori, che potrebbero inscenare una protesta su questo punto durante l’assemblea. A dimostrarlo c’è anche il fatto che sia Institutional Shareholder Services sia Glass Lewis hanno raccomandato agli investitori di votare contro il suo compenso, che non sarebbe allineato alle performance finanziarie della società.

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