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SEARCH

Twitter sfida il diritto all’oblio: mega-archivio con tutti i “cinguettii”

La piattaforma spinge sul search e attiva una funzione per cui è possibile ricercare tutti i tweet postati dall’anno di nascita nel 2006. Ma la privacy?

20 Nov 2014

L.M.

D’ora in poi saremo tutti “schedati” su Twitter. La piattaforma di microblogging ha attivato una funzione per cui è possibile cercare tweet pubblici dal 2006, anno di lancio del luogo dei “cinguettii”.

Fino ad ora era possibile solo cercare i tweet più recenti, mentre era praticamente impossibile per gli utenti risalire a messaggi vecchi. La novità dell’indicizzazione dei tweet pubblici è stata resa nota da Twitter attraverso il suo blog. Per accedere alla nuova opzione è sufficiente utilizzare la funzione “Ricerca avanzata” della piattaforma, impostando nella sezione ‘Date’ il periodo entro il quale si desidera fare la ricerca. Questo significa che sarà possibile trovare tweet di avvenimenti importanti, tutte le discussioni inerenti i temi più caldi o solamente i messaggi dei vecchi amici di cui non si aveva più memoria

“Sin dal lancio di Twitter, avvenuto otto anni fa, ci sono stati centinaia di miliardi di tweet che hanno catturato l’esperienza quotidiana degli utenti riguardo gli eventi storici principali. Il nostro motore di ricerca eccelle nel tracciare eventi e notizie in tempo reale, ma il nostro obiettivo era di far cercare agli utenti ogni singolo tweet pubblicato”, ha spiegato la società guidata da Dick Costolo sul su blog ufficiale.

Alcuni analisti fanno notare che, potenziando a dismisura la funzione “search”, il social network si candida a sfidare il re dei motori di ricerca, Google.

Dal lato utenti si prospetta una questione “privacy”. È noto infatti che a volte personaggi pubblici e non si lasciano sfuggire su Twitter affermazioni imbarazzanti o offensive che, a questo punto, resteranno disponibili per sempre e per tutti.

Si pensi a quando Lady Gaga, appena atterrata a Bangkok, scrisse: “Non vedo l’ora di comprare un rolex falso”. Ma anche i milioni di utenti che troppo spesso si abbandonano a commenti conditi di parolacce o insulti.

Twitter, che non naviga finanziariamente in buone acque (di recente Standard & Poor’s ha assegnato al suo debito il rating BB – equivalente a ‘junk’, spazzatura), sta cercando di sfruttare tutte le potenzialità a propria disposizione per tornare ad acquisire valore agli occhi degli investitori. E, tra le altre cose, punta molto sul search.

A inizio ottobre aveva annunciato di aver dato 10 milioni di dollari al Mit per analizzare ogni singolo tweet mai pubblicato con lo scopo finale di “creare nuove forme di comunicazione pubblica e organizzazione sociale”.

I data scientists del prestigioso Massachusetts Institute of Technology stanno creando un nuovo gruppo di ricerca che scandaglierà tutti i tweet generati dal 2006 a oggi, fin dal primo postato dal founder Jack Dorsey, e i circa 500 milioni al giorno che vengono postati attualmente. Nel lungo periodo il Laboratory for Social Machines del Mit punta a comprendere meglio come si diffondono le informazioni su Twitter e su altri social media. Il Mit Media Lab ha detto che intende sviluppare piattaforme online destinate alla collaborazione tra le persone su questioni civiche e politiche.

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